Anteprima europea per la SUV decappottabile che si candida come "istant classic"

Una volta le fuoristrada erano tutte così. Mezzi come la Land Rover Defender o la Jeep Wyllis sono nati già scoperti, con un solido telaio a longheroni, una robusta carrozzeria di acciaio e un tetto in tela, che poggiava su esili roll-bar. L'uso militare per cui erano stati progettati, infatti, esigeva praticità e, con queste caratteristiche sicuramente le truppe salivano e scendevano meglio. La Range Rover Evoque Convertibile, ovviamente, non condivide nulla di tutto questo con le sue antenate del secolo scorso, ma in quanto fuoristrada scoperta, il parallelismo è inevitabile. Nello stand Jaguar Land Rover al Salone di Ginevra, in ogni caso, questa Evoque attira moltissimi sguardi. Del resto come potrebbe essere diversamente? L'unione tra quella che probabilmente è la SUV più "cool" del mercato e la carrozzeria a cielo aperto, catalizza inevitabilmente l'attenzione.


Con quattro posti e la capote in tela, la Evoque Convertibile rappresenta una proposta unica nel mercato dei SUV. Qualche anno fa Nissan aveva realizzato qualcosa di simile, ma il destino commerciale della Murano CrossCabriolet non è stato particolarmente positivo. Per la Range scoperta, invece, si può scommettere quasi a occhi chiusi che le cose andranno diversamente. La capote che si apre e si chiude in 18 secondi e fino a 48 km/h, infatti, la rende una vera auto polivalente, mentre i motori turbodiesel 2 litri da 150 e 180 CV aggiungono quel pizzico di razionalità. Un'auto del genere, tuttavia, merita sicuramente qualcosa di meglio e per questo l'abbinamento che preferiamo è quello tra il 2.0 turbo benzina da 240 CV e il cambio automatico a 9 rapporti. E i difetti? Probabilmente il più grosso è quello di tutte le cabrio, il vano bagagli che si riduce da 420 a 251 litri.

Ginevra, tutta la "coolness" della Range Rover Evoque Convertibile

Foto di: Alessandro Vai