Quei "4 pezzi di ferro" sono ancora fondamentali, come dimostra l'esperienza OZ

Facile dire cerchio (automobilistico), ma ce ne sono di tutti i tipi. In ferro, in varie leghe leggere, rivestiti e non, lasciati nel colore del materiale di cui sono costituiti o verniciati; cromati, satinati... Al Salone di Ginevra 2016, OZ ha fatto fare un tuffo nel passato agli appassionati di rally con il suo Anniversary 45, personalizzabile nella coppa centrale e nel colore del "corpo" principale, ma ha anche dato la sua visione di ciò che sarà il suo lavoro nel futuro. Ha infatti "calzato" i pneumatici dei prototipi di Italdesign Giugiaro, Pininfarina, Sbarro e IED (Istituto Europeo di Design). Ma perché si dà ancora tanta importanza al cerchio, oggi che le auto sono connesse e guidano (quasi) da sole?


Le ruote influiscono sulla dinamica del veicolo


Il cerchio è ben più dell'elemento metallico su cui è montata la gomma. Dal suo peso, per esempio, dipende il comportamento stradale del veicolo: il comfort, la tenuta di strada, la prontezza nei cambi di direzione. In funzione del suo design varia non soltanto il raffreddamento dei freni, ma anche la penetrazione aerodinamica. Anche i consumi di carburante sono influenzati dal cerchio: il loro diametro e la loro larghezza (e di conseguenza anche quelli delle gomme) possono migliorarli o peggiorarli.


Oltre che sull'estetica, ovviamente


E non è finita: siccome anche l'occhio vuole la sua parte, che ve ne rendiate conto o meno i cerchi sono elementi fondamentali, per determinare l'estetica dell'auto, del prototipo, ma anche della moto su cui sono montati. Se fosse per i designer, avrebbero dimensioni mediamente ciclopiche. Se fosse per il cliente quando deve andare dal gommista, sarebbero perfetti da 13" al massimo e con pneumatici 135 (per ovvie ragioni economiche).


I cerchi del Salone di Ginevra


Tornando ad OZ e ai prototipi del Salone di Ginevra, sulla GTZero della Italdesign sono montati cerchi co-progettati con l'azienda piemontese e prodotte con un mix tra la forgiatura la tecnologia HLT: una tecnica che permette di coniugare contenimento del peso e caratteristiche meccaniche (resistenza) di altissimo livello. Sulla H2 di Pininfarina, concept di auto elettrica da track day alimentata a idrogeno, le ruote sono invece un'icona della OZ: le Ultraleggera HLT Central Lock. Ancora, al Salone di Ginevra OZ ha festeggiato i 20 anni di collaborazione col designer italo-svizzero Sbarro, sul cui stand era esposta la principale novità della OZ stessa, vale a dire la Anniversary 45. Infine, lo IED (Istituto Europeo di Design) ha scelto OZ per la 12esima concept car realizzata dagli studenti del Master in Transportation Design.

Salone di Ginevra: OZ Anniversary 45, il cerchio moderno "come una volta"

Foto di: Adriano Tosi