Viaggi - Monte Argentario, Porto Santo Stefano, Orbetello

La mattina la partenza è presto, ci aspettano 53 km per arrivare a Monte Argentario, il paradiso estivo della Toscana, un promontorio particolare data la sua conformazione, legato alla terra ferma da due stretti lembi di sabbia, il tombolo della Feniglia e il tombolo della Giannella, al cui interno si allarga calma e placida la laguna di Orbetello. Monte Argentario, che deve il suo nome a una famiglia di argentieri, ciò di prestasoldi, che venne ripagata qualche secolo addietro con l'intero monte a risanamento di alcuni debiti, è un prezioso angolo di Italia, coperto dalla macchia mediterranea e circondato dal Mar Tirreno, che in questo punto risplende nei suoi colori migliori. Centro turistico molto conosciuto, all'Argentario si contendono i visitatori Porto Santo Stefano a nord e Porto Ercole a Sud. Il primo paese si estende dal basso verso l'alto sulla collina che affaccia sul mare conquistato da due porti, uno turistico e uno commerciale, dove d'estate le persone fanno la fila per imbarcarsi per l'isola del Giglio o di Giannutri, o per accaparrarsi il pesce fresco portato a riva dai pescherecci.


Dopo la passeggiata sul lungomare si sale nella parte vecchia del paese, al rione Croce, fino alla chiesa di Santo Stefano, protettore dei pescatori e dei naviganti. Dal centro del paese si continua a salire in macchina fino a prendere la strada Panoramica, e mai nome fu più azzeccato. La Panoramica è una lunga strada fatta di tornanti che costeggia tutto il promontorio dell'Argentario, con dei tratti a strapiombo sul mare e sulle numerose calette che d'estate di riempiono di barche. Nelle giornate di bassa pressione la vista che si gode da questa strada è imperdibile, si vede l'isola del Giglio, l'isola di Giannutri, oggi area naturale protetta, e talvolta si ha la fortuna di scorgere l'isola d'Elba.


Alla fine della Panoramica si arriva a Porto Ercole, più piccolo rispetto al suo vicino, ma legato ad esso dalla lunga tradizione di pesca. In alto sul porto troneggiano ancora oggi i due forti spagnoli risalenti al XVI secolo, a testimonianza del presidio straniero che trasformò il porto in una formidabile macchina bellica, a difesa dei continui attacchi dal mare, il più importante dei quali fu ad opera del famigerato e temuto pirata Barbarossa. La calma tipica di questa stagione ci fa godere il ritmo rallentato del porto, con le poche barche ancorate, i pescatori che rimettono in ordine le reti al rientro dalla pesca e un gruppo di operai che restaurano un vecchio galeone. È sul lungo mare che vive il paese, soprattutto d'estate, dove si concentrano i bar, i ristoranti e i negozi. In fondo al porto, invece, arroccato dentro le mura si nasconde il paese vecchio, con la sua piazzetta principale che affaccia su tutto Porto Ercole, con le porte delle case che danno sulla strada e le panchine verniciate di fresco messe sotto le finestre, dove le donne prendono l'aria alla sera.


Salendo i gradini ripidi e faticosi si arriva alla chiesetta, che l'anno scorso ha ospitato un dipinto del Caravaggio. Pare infatti che proprio a Porto Ercole morì di malaria e di stenti Michelangelo Merisi, dopo essere fuggito da Roma perché accusato di omicidio.


In soli 10 km siamo a Orbetello, l'entrata principale di Monte Argentario, circondato quasi interamente dalla laguna omonima, attraversata da un ponte che ne permette il collegamento, un ponte che fino al 1944 era il passaggio per il treno. E quanto doveva essere suggestivo arrivare a Porto Santo Stefano con il treno e scivolare sopra l'acqua dove gli abitanti del paese facevano il bagno. Oggi la laguna si può visitare a bordo di un battello, è vissuta da una cooperativa di pescatori che alleva il pesce ed è abitata da una colonia di aironi e fenicotteri che si ferma ogni anno durante le migrazioni. Il segno distintivo della laguna è il suo Mulino spagnolo, che pare galleggiare in mezzo all'acqua. Sembra che originariamente, nel XVI secolo, i mulini fossero nove e che il grano venisse portato fino a lì con dei barchini, perché la diga fu costruita solo nel 1842.


Il paese si attraversa tutto a piedi, si arriva alla chiesa e alla piazza centrale dedicata a Giuseppe Garibaldi, l'eroe dei due mondi, che taglia in due il corso e che è sempre stata considerata dagli orbetellani il loro punto di incontro e di ritrovo. Al centro la torre dell'Orologio alta 25 mt. Orbetello è famosa anche per il suo idroscalo da dove una settantina di anni fa partirono le grandi trasvolate oceaniche, che fecero diventare il paese famoso in tutto il mondo, dall'America all'Asia, e dove i piloti venivano addestrati a guidare alla cieca con le tendine dell'aereo abbassate, facendosi guidare dai soli strumenti di bordo, decisamente all'avanguardia all'epoca del fascismo. Oggi dell'idroscalo, dopo la devastazione della seconda guerra mondiale, rimane ben poco.


Ci aspetta la strada di ritorno verso casa, lasciamo Orbetello passando sotto la così detta Porta Nuova del 1697 e lasciandoci alle spalle il nostro, anche se per poco, angolo di paradiso.

Fotogallery: Viaggi - Monte Argentario, Porto Santo Stefano, Orbetello