Ci sono postumi che i macchinari non vedono a danno ulteriore per gli automobilisti

Il Governo Monti nel 2012 ha introdotto una norma particolare (e pasticciata) che, col pretesto di limitare le frodi, in realtà danneggia i diritti degli automobilisti e delle vittime della strada. E riguarda la loro salute. Infatti, secondo l'interpretazione della norma data dalle compagnie di assicurazione, le lesioni fisiche lievi dovute a un incidente (per esempio, se venite tamponati) vengono risarcite solo a una condizione: occorre un esame strumentale che faccia emergere la lesione stessa. La regola (confusa e disordinata) ha creato numerosi problemi, riguardanti la salute dell’automobilista, che andiamo ad analizzare di seguito.


Una sestina di guai


1# Lesione. Per i medici legali, la lesione è una cosa (per esempio un taglio) e la menomazione è altra cosa (cioè il risultato di quel taglio, magari una cicatrice). Inoltre al danneggiato il risarcimento spetta non a seguito di una qualsivoglia lesione che può guarire anche senza lasciare postumi (il taglio guarisce senza cicatrice), ma solo se ci sono postumi permanenti. E la norma di legge non fa riferimento ai postumi ma alle lesioni.


2# Pareri. Secondo le compagnie, servono accertamenti medico-legali condotti in modo scientifico e obiettivo. Non basta che il paziente lamenti dolore o descriva i postumi e che un medico legale li accerti: serve l’ok del macchinario. Insomma, la salute viene valutata da uno strumento, ma solo ai fini del risarcimento.


3# Trauma cranico. Non sempre la radiografia è tutto. Esistono postumi da colpo di frusta che possono non emergere: in particolare, il trauma cranico semplice o commotivo senza emorragia extra e intracranica e senza frattura cranio-facciale. Occhio pure alle ferite e alle abrasioni con esiti cicatriziali: non sempre il macchinario, pur moderno, scova subito questi postumi.


4# Patologie psichiche. Piano a parlare di banale tamponamento. Piano a dire che si tratta del solito incidentino. Ogni sinistro può rappresentare un trauma dal punto di vista psichico: paure, ansie, timore di non riuscire a guidare più, incubi d’ogni tipo. Può mai un macchinario beccare questi postumi?


5# Anosmia. È la perdita totale della capacità di percepire gli odori. Certo: un incidente può avere postumi inimmaginabili, che riguardano pure l’olfatto. Improbabile che un esame strumentale snidi del tutto il guaio. Per l'anosmia si usa l’olfattometria, ma non è un esame obiettivo al 100%: si fonda solo sugli odori riconosciuti dal paziente, e quindi sul suo comportamento. È allarme anche per la diplopia: la percezione doppia di un’immagine, riguardante uno o entrambi gli occhi. Sono le sensazioni dell’automobilista, e non è una radiografia a beccarla. Ci sarebbe il diplopiometro, sempreché riesca a individuare in tutto e per tutto il problema in modo obiettivo.


6# Pelle. Disestesie cutanee da lesioni di terminazioni nervose. È una sensazione (che un macchinario non trova): l’interruzione totale o parziale dei nervi sensoriali. Un inferno, che solo chi ha subìto un incidente può raccontare. E non un gelido macchinario.


Questione truffe


La legge del Governo Monti (accertamento clinico-strumentale obiettivo) si poneva l’obiettivo di abbassare notevolmente e in modo strutturale i prezzi Rca: fallito. Invece, sono calati i risarcimenti. Per eliminare davvero le truffe (che esistono), deve scendere in campo l’assicurazione, e fare causa ai furbetti. Invece, una norma che rade al suolo i diritti dei danneggiati, impedendo il giusto riconoscimento di rimborso a chi ha veri postumi da incidente, non è una regola che tutela la salute dei cittadini. L’auspicio è che quella regola venga eliminata quanto prima: in difesa del diritto alla salute.