La casa giapponese preme per cambiare gli equilibri e allentare le briglie del Governo francese

Renault e Nissan sono alleate da 16 anni, la prima detiene il 43,4% del capitale di Nissan con diritto di voto, mentre la seconda possiede il 15% di Renault senza però alcun diritto di voto. A pesare su questi equilibri c’è il fatto che da aprile il governo francese ha ampliato la sua partecipazione in Renault, passando dal 15% al 20%, e quindi ha diritti di voto in Nissan. La casa giapponese vorrebbe quindi contrastare quest’influenza e riequilibrare i diritti di voto. Per farlo il gruppo nipponico dovrebbe aumentare la propria quota in Renault che, viceversa, dovrebbe ridurre la sua in Nissan. L’ipotesi sarebbe già al vaglio dei consigli di amministrazione che, stando alle ultime indiscrezioni, ne dovrebbero parlare questa settimana. “Stiamo discutendo di molte cose con l'obiettivo di rafforzare l'alleanza”, ha detto pochi giorni fa il numero uno di Renault-Nissan Carlos Ghosn, mentre il ministro all'Economia francese Emmanuel Macron ha dichiarato: “Non vogliamo destabilizzare l'alleanza tramite un riequilibro o cambiamenti nella governance”.


Tuttavia è difficile prevedere quale sarà l’esito dei colloqui. L'alleanza Renault-Nissan è nata per condividere piattaforme ed aumentare le economie di scala, garantendo alle due case auto di rimanere indipendenti per consiglio di amministrazione e sede di quotazione (rispettivamente a Tokyo e Parigi) ed in questi anni ha dato molti frutti, primo tra tutti l’auto elettrica, uno dei cardini dell’alleanza per cui sono stati investiti ben 4 miliardi di euro. Da quest’investimento a lungo termine è nata prima la Nissan Leaf, nel 2010, e poi le Renault ZE: Fluence, ZOE, Kangoo e Twizy. Insieme sono leader nel settore, con la gamma più ampia e l’ambizioso obiettivo di vendere la bellezza di 1 milione e mezzo di auto elettriche entro il 2020. Se qualcosa si dovesse incrinare, i numeri andrebbero rivisti.

Renault ZOE, l'auto elettrica verso la normalità

Foto di: Alessandro Lago