Al Salone di New York abbiamo raccolto le impressioni a caldo del pubblico, memore di una storia tutta italiana

In America nessuno si toglierà il cappello al passaggio di un'Alfa Romeo, ma soltanto perché non si usano più i cappelli. Piuttosto “Oh my God” è l'espressione moderna di quel gesto che Henry Ford sosteneva di fare al passaggio di una macchina del biscione, come ci dicono alcuni dei nostri interlocutori nel video girato al Salone di New York. Commenti raccolti al cospetto della Giulia 2.0 turbo da 276 CV, edizione speciale per quel mercato. Nell'insieme, l'attesa sembra essere diventata un piccolo grande evento per i gusti di un pubblico non sempre dal palato fine, ma molto attento ai valori della sportività.


Si ordina dal 15 aprile


L'Alfa Romeo Giulia andrà in vendita in America nel secondo semestre dell'anno, dal 15 aprile i dealer dedicati apriranno gli ordini. Il ritorno del marchio è una storia lunga di anticipazioni, delusioni ed emozioni. Quando due anni fa la 4C è finalmente sbarcata sul mercato d'oltreoceano – soprattutto sulle coste orientale e occidentale espressioni di tendenze – Sergio Marchionne ha realizzato una promessa più volte annunciata da Torino e non rispettata dall'inizio del millennio. L'Alfa Romeo era uscita dal Nordamerica nel 1995 quasi in concomitanza dell'acquisto del marchio da parte della Fiat, che bruciò all'ultimo miglio la concorrenza della Ford. L'Alfa 164 fu l'ultimo modello a lasciare il Paese, poco più di vent'anni fa.


Vi ricordate "Il laureato"?


La notorietà ancora viva del marchio italiano negli Stati Uniti è legata non solo al cappello di Ford ma all'immaginario cinematografico. Il Duetto, presentato al Salone di Ginevra del marzo del 1966, fu spedito nel giugno in America e qui amato dagli appassionati di spider. Nel 1967, il Duetto fu co-protagonista insieme a Dustin Hoffman del film “The Graduate”. Quel laureato che a bordo di un'Alfa rossa insegue e raggiunge una nuova vita. Chapeau, diremmo oggi all'europea.

Alfa Romeo, pubblicità "enigmatica" a New York

Foto di: Fabio Gemelli