E c'è ancora (molto evoluto), affiancato dai doppia frizione, dai CVT...

Cambio manuale o automatico? Una volta la risposta era semplice e, fondamentalmente, divideva gli automobilisti in due. Da una parte i sostentori del "sono capace di guidare - io - non ho bisogno dell'automatico"; dall'altra i meno "fissati". Oggi, se si decide di togliersi l'impiccio della frizione, il ventaglio delle opzioni è davvero grandissimo. Il cambio automatico esiste ancora, anzi sta conoscendo una seconda giovinezza grazie ai sistemi elettronici di gestione sempre più sofisticati e alla possibilità di "vincolare" il convertitore di coppia (eliminando, in pratica, quell'effetto "elastico" che ha sempre infastidito i guidatori più sportivi). Una grossa fetta di mercato, all'automatico tradizionale (ovvero con il già citato convertitore di coppia), l'ha rubata il doppia frizione, il più famoso dei quali è il DSG del Gruppo Volkswagen (S tronic su Audi), realizzato però anche da Ford, Renault, Alfa Romeo e Fiat, Mercedes, BMW, etc.


Prima del doppia frizione, una discreta diffusione l'ha avuto il suo "papà": il manuale robotizzato (a frizione singola). Afflitto da qualche problema di fluidità (avete presente le prime due generazioni di Smart?), è ormai quasi del tutto al di fuori della produzione automobilistica. Molto più vecchio è invece il CVT, a variazione continua, che però non ha mai sfondato a causa della rumorosità da scooter che ha sempre generato dal motore; va detto che negli ultimi anni l'elettronica ha quasi del tutto eliminato questo problema, come si può verificare di persona sulle Subaru Lineartronic. Simile al CVT è la soluzione studiata da Toyota per le sue ibride (anche Lexus, dunque), che però non è un cambio vero e proprio ma un complesso sistema di ingranaggi epicicloidali che servono a modulare le forze del motore elettrico e di quello a benzina. Infine, la vera "follia": i 10.000 euro richiesti da Abarth per il suo "Cambio Innesti Frontali", optional sulla 695. Come suggerisce il nome, non è un automatico, ma in tema di cambi non potevamo non citarlo. Si tratta di un manuale di ispirazione corsaiola, dagli innesti secchi, brevissimi, duri. Un aggeggio per veri appassionati.

Cambio, c'era una volta l'automatico tradizionale

Foto di: Adriano Tosi