Così ha deciso il consiglio di sorveglianza del gruppo

In questi giorni i vertici del Gruppo Volkswagen si riuniranno più volte per prendere le decisioni che cambieranno il futuro dell'azienda e lo faranno di comune accordo con i rappresentanti dei lavoratori. Ieri il consiglio di sorveglianza ha iniziato a definire i dettagli della strategia di rilancio dopo il Dieselgate ed è stato annunciato che le scelte riguardanti i licenziamenti o le eventuali vendite di parti dell’azienda (voci sempre più insistenti parlano di una possibile cessione di Ducati, Italdesign e forse Audi) saranno esaminate profondamente dalle parti sociali. All’incontro era infatti presente Bernd Osterloh, il presidente del consiglio di fabbrica (cioè l’organismo rappresentativo dei lavoratori), che si è detto soddisfatto dall’esito dell’incontro. “Nell’attuale difficile situazione dobbiamo prendere delle decisioni in comune, tenendo conto sia della redditività sia dell’occupazione“, ha detto l’amministratore delegato Matthias Mueller. “Questo è un segnale forte per i dipendenti”, ha precisato Osterloh. In Volkswagen infatti l’atmosfera è piuttosto tesa.


Oltre alle indagini da parte delle forze dell’ordine, è ancora in corso quella interna e molti dipendenti hanno paura di raccontare ciò che sanno a proposito del software per truccare i risultati temendo di essere licenziati. Il fatto che ogni decisione verrà presa dalla dirigenza di comune accordo con le parti sociali dovrebbe contribuire a distendere le tensioni. E’ comunque certo che alcuni tagli ci saranno. Il Gruppo Volkswagen ha chiuso i primi nove mesi in perdita per 1,67 miliardi e va incontro ad ipotetiche multe dalla portata storica, risarcimenti ai clienti (negli USA è appena partita la distribuzione delle prepagate Visa per alcuni automobilisti coinvolti) etc. Da qui la probabile cessione di marchi blasonati come Audi o persino Lamborghini, come azzarda qualcuno, e ci sono manager - Sergio Marchionne in testa - che sono pronti ad afferrare quello che finirà nel piatto.

Dieselgate, nuove irregolarità in Germania

Foto di: Fabio Gemelli