Chieste dagli investitori, le dimissioni arrivano in seguito a problemi, cause legali e bilancio in rosso

Tutto era iniziato con l'annuncio dell'aspettativa a tempo indeterminato. Poi, come riportato dal New York Times, ecco le dimissioni: finisce l'avventura di Travis Kalanick come ad di Uber. Una decisione sofferta, con la richiesta ufficiale arrivata direttamente dal consiglio di amministrazione. Tramite un documento, intitolato "Moving Uber Forward", in cui i principali investitori chiedono un cambio di passo, visibilmente preoccupati per il futuro dell'app di prenotazione per corse di privati.


Bilanci in rosso e questioni legali


Prima la morte della madre, poi problemi su problemi: bilanci in rosso (il primo trimestre 2017 si è chiuso con 708 milioni di dollari di perdite), la causa per furto di proprietà intellettuale con Waymo, accuse per molestie sessuali che hanno portato al licenziamento di 20 dipendenti. E un rapporto con gli autisti difficile, problematico. Tutte questioni che hanno portato Kalanick alle dimissioni: per lui, comunque, c'è un posto nel consiglio di amministrazione di Uber, dove siede anche Arianna Huffington.


Verso la quotazione in borsa


Nel frattempo, il consiglio afferma in una nota che "le dimissioni daranno la possibilità a Uber di entrare in nuovo capitolo della sua storia". Fatta, anche, da un profondo rinnovamento del management. A lasciare il posto, infatti, sono stati anche Jeff Jones, presidente, David Bonderman, direttore e Emil Michael, Chief Business Officer. La strada per rilanciare l'app, valutata circa 70 miliardi di dollari, in vista della quotazione in borsa, sembra ancora lunga.

Uber, il CEO va in aspettativa a tempo indeterminato