Abbiamo selezionato tre Jeepers italiani che si sono raccontati davanti alla telecamera: guardate i video e scegliete quello che più vi piace

Se esistesse un vocabolario Jeep, alla voce "Jeeper" trovereste scritto più o meno così: "super-appassionato, è disposto a tutto pur di vivere appieno il mondo Jeep". Una definizione che calza a pennello ai tre Jeepers italiani che abbiamo intervistato al Camp Jeep 2017. Gente che, pur di esserci, ha affrontato più di 1.000 km dall'Italia con Jeep Wrangler che di originale hanno praticamente solo la forma. Assali liberi, ammortizzatori rinforzati, paraurti tagliati, verricelli elettrici, pneumatici ciclopici... Per affrontare qualsiasi tipo di percorso, sicuri di uscirne a testa alta (e ruote al suolo).


Tutti e tre i nostri Jeeper hanno mezzi davvero speciali, che rappresentano la loro personalità. Che non passa solo dagli accessori specifici, per affrontare guadi e pendenze esagerate, ma anche dallo stile. Stefano, ad esempio, ha una Wrangler con sembianze da pick-up, infarcita fino al midollo di accessori tecnici. Lo stesso vale per Marco, che però ha puntato sui toni scuri. E poi, sorpresa delle sorprese, c'è Francesca ad alzare le "quote rosa" fra i Jeepers, con una Wrangler con finestrini in plastica, che nasce per essere scoperta. Perché, come dice lei, le Jeep non devono essere prerogativa del pubblico maschile. Come darle torto? Votate quindi il vostro Wrangler preferito: il vincitore se la giocherà con gli altri Jeepers provenienti da Francia, Germania e Inghilterra. Vinca il migliore!




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