Partnership sulla guida autonoma, riporta il Wall Street Journal che già scrisse di un'analoga intesa di Ford

"Speriamo di avere qualcosa di dire pubblicamente su questi temi entro la fine del 2016", ha risposto Sergio Marchionne martedì scorso a un analista nel corso della presentazione della trimestrale. Il "qualcosa", secondo le voci riportate dal Wall Street Journal, potrebbe essere un accordo tecnico con Alphabet Google per sviluppare insieme sistemi di guida autonoma, già dal 2017 sulla nuova Chrysler Pacifica.


Indiscrezioni ancora da confermare


Le indiscrezioni non hanno trovato conferma né da parte FCA né da Alphabet. Va ricordato che nel gennaio scorso, sempre il Wall Street Journal scrisse – con le stesse modalità – di un prossimo accordo fra Ford e Google sulla guida autonoma, aggiungendo che le due società americane avrebbero creato una nuova società in cui far convergere le proprie capacità, componenti auto dalla prima, "cervelli" dalla seconda. Mark Fields, Ceo di Ford, non è stato tuttavia in grado di confermare né al Ces di Las Vegas né al Salone di Detroit una intesa che, secondo altre fonti, era ed evidentemente è ancora – se vera - in mano a stuoli di avvocati.


Logica di scambio


Che Marchionne cerchi un accordo con i giganti del tech della Silicon Valley per acquisire sistemi di guida autonoma dando in cambio la capacità di costruire veicoli è cosa nota, oltre che logica da parte di un gruppo che nell'ultimo decennio ha privilegiato la finanza agli investimenti su ricerca e sviluppo. Scelte senza le quali la fusione Fiat-Chrysler non sarebbe stata del resto possibile.


Mutui vantaggi


Google e Fca, come Apple e Ford e il resto delle due industrie, hanno bisogno l'uno dell'altro per sviluppare la guida autonoma, una soluzione di mobilità non soltanto tecnologica ma di radicale impatto sulla vita quotidiana, sulla legislazione, sull'etica. Le auto di Google guidate da un software hanno già percorso su strada più di 2 milioni di chilometri dal 2009. Nessun costruttore tradizionale impegnato su questi progetti – Renault Nissan, BMW, Mercedes, gruppo Toyota, gruppo Volkswagen, Jaguar Land Rover, Volvo, gruppo Hyundai, Honda, Ford, GM, PSA – può vantare una esperienza così intensa. Sulla quale stanno lavorando anche Apple e Tesla e in forma più sotterranea altri giganti asiatici del tech, per mettere a punto un sistema da vendere al miglior acquirente. La partita ormai non è se si farà, ma chi arriva per primo.

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Foto di: Alessandro Vai