Autovelox, mini-guida per opporsi ai verbali che arrivano a casa tardi

Di multe tardive si parla dal 1993, ossia da quando il Codice della Strada regola la circolazione in Italia. Infatti, l'articolo 201 dà adito a interpretazioni varie ed equivoci. In breve, dice che le multe possono essere appioppate al volo con la constatazione amichevole (contravvenzione data in mano dal Vigile al guidatore) o possono essere inviate a casa: il secondo caso riguarda soprattutto gli autovelox piazzati dai Comuni (vedi le polemiche esplose nel 2014). A questo punto, quanti giorni devono passare fra la violazione e l'arrivo della multa a casa? Il Codice parla di 90 giorni dall'accertamento dell'infrazione, che significa tutto e niente. Ma ora il TAR della Lombardia (sentenza 1267/17) fa chiarezza, consentendo di ricorrere contro le multe tardive. Che potreste ritrovare nella cassetta delle lettere (la famigerata busta verde) anche durante l'estate.


Tre passi fondamentali


#1. Conteggi. Una volta che avete ricevuto a casa la multa nella busta verde, fate due conti. Quanti giorni sono passati fra infrazione e notifica della sanzione? Se sono trascorsi oltre 90 giorni, potete fare ricorso per fare annullare il verbale: lo ha stabilito il TAR Lombardia. Ma perché il Comune sostiene di essere in regola? Facile: sostiene che il conteggio dei 90 giorni scatti da quando i Vigili visionano i fotogrammi dell'autovelox.


#2. Due vie. Fate ricorso al Giudice di Pace competente per il luogo dell'infrazione, entro 30 giorni dalla notifica della multa: pagherete 43 euro di tassa allo Stato. Se perdete, in genere la multa resta tale e quale. In alternativa, fate ricorso al Prefetto competente per il luogo dell'infrazione, entro 60 giorni dalla notifica della multa: non pagherete un euro. Se perdete, però, la multa raddoppia.


#3. Cosa scrivere. Nella lettera di ricorso http://www.omniauto.it/ magazine/31667/multa-estate-ricorso-dautunno al Giudice di Pace o al Prefetto, indicate la sentenza 1267/17 del TAR Lombardia. E citate l'articolo 201 del Codice della Strada, già più volte interpretato dal ministero dei Trasporti in senso favorevole al cittadino: 90 giorni dall'infrazione. Altrimenti, stando alla tesi dei Comuni, fra violazione e notifica potrebbero passare anche anni: assurdo.


La soluzione: il nuovo Codice della Strada


Per impedire che i Comuni interpretino come fa loro comodo il Codice della Strada, specie l'articolo 201, la soluzione è una sola: la riforma del Codice stesso, attesa invano dal 2010. Una semplificazione delle regole, non più soggette a interpretazioni a piacere. Inoltre, basterebbe che i ministeri competenti emanassero i decreti di attuazione della legge 17/2010: i Comuni saranno così obbligati per legge a devolvere i proventi delle multe da autovelox ai proprietari delle strade (Province, Regioni, Stato). In modo da impedire, questo l'obiettivo del legislatore, che i Comuni facciano cassa sulla pelle di chi guida.