Consegnate 4.335 auto, 239 in più rispetto al 2016, e ricavi netti per 920 milioni di euro

Questi primi sei mesi del 2017 si chiudono con un trend più che positivo per Ferrari. Il numero di vetture consegnate (2.332 solo nel secondo trimestre) è cresciuto del 6%, cioè di 239 unità, rispetto allo stesso periodo del 2016, mentre i ricavi netti si sono attestati a 920 milioni di euro. Al contrario dell’anno scorso, però, la crescita nel 2017 è trainata dai modelli a dodici cilindri, su tutti GTC4Lusso e LaFerrari Aperta, mentre la F12berlinetta è in fase di uscita dal mercato e la F12tdf sta esaurendo il suo ciclo di produzione limitato. La 812 Superfast, invece, non è ancora arrivata sul mercato ma la lista di attesa è già talmente lunga da andare oltre il 2018. La richiesta delle V12, insomma, è cresciuta del 36%, mentre quella delle V8 è rimasta sostanzialmente invariata, visto che a compensare l'anzianità della California T ci sono state le buone performance della GTC4Lusso T e della famiglia 488.

Crescita a due cifre in Italia, rallentamento in Asia

L'espansione nella regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) è cresciuta del 7% rispetto ai primi sei mesi del 2016 con 2.035 vetture consegnate e con Francia e Italia che entrambe registrano una crescita a due cifre, mentre per Germania e Regno Unito la crescita si ferma a una cifra percentuale. Le Americhe crescono del 3% mentre invece Cina, Hong Kong e Taiwan (-12%) risentono della decisione di Ferrari di interrompere la collaborazione con il distributore di Hong Kong nel quarto trimestre 2016. Situazione che, assicurano da Maranello, sarà risolta a partire dal terzo trimestre 2017.

Ricavi in crescita grazie ai nuovi modelli, alle personalizzazioni e ai motori per Maserati

Con 920 milioni di euro di ricavi netti, Ferrari registra una crescita di 109 milioni (13,5%) rispetto al secondo semestre del 2016. I ricavi da automobili e parti di ricambio (669 milioni) sono stati trainati dalla 488, dalla GTC4Lusso e dalla LaFerrari Aperta, alle quali si aggiunge un maggiore contributo dei programmi di personalizzazione, dall'aumento del pricing e dai cambi esteri. I ricavi da motori (101 milioni di euro, +42%) hanno registrato un aumento attribuibile alla grande crescita di Maserati. L’utile netto è quindi in aumento di 136 milioni (+30%), mentre l’indebitamento industriale è sceso a 627 milioni. Molto interessante la voce dei costi di Ricerca e Sviluppo e di quelli industriali: sono cresciuti di 17 milioni di euro per dare una spinta all’innovazione della gamma di prodotto e, in particolar modo, alla tecnologia ibrida.

Ferrari, primo semestre a gonfie vele grazie alle V12

Foto di: Lorenzo Curatti