La Evora GT430 e le Elise Cup 250 e Exige Sport 380 funzionano. Per il futuro è in arrivo la nuova Elise e un SUV

La Lotus è conosciuta per i suoi modelli agili ed essenziali, lontani dalle raffinatezze di alcune sportive concorrenti ma tremendamente efficaci da guidare. La casa inglese è nota anche per un record assai meno lusinghiero: è un’azienda costantemente in perdita a livello economico e non produce guadagni da 20 anni a questa parte. Il digiuno è terminato in parte negli scorsi giorni, quando il costruttore ha anticipato i numeri essenziali dell’anno finanziario che terminerà il 31 agosto, chiuso in attivo di una cifra lorda pari a 2 milioni di sterline (2,22 milioni di euro). La perdita nel 2016 era stata di 11,2 milioni di sterline (12,41 milioni di euro). Il risultato è positivo a metà, visto che dalla cifra lorda vanno scalati gli interessi, le imposte e altre spese, ma è comunque lusinghiero considerati i trascorsi dell’azienda ed i progetti di rilancio che entreranno nel vivo a breve.


Non a caso la Lotus annuncia di voler chiudere il bilancio 2017/2018 in utile netto (e non “soltanto” lordo), complice la strategia messa a punto dall’amministratore delegato Jean-Marc Gales, in carica dal 2014, che ha ridato lustro all’azienda incrementando i punti vendita e lavorando sui modelli speciali: il costruttore inglese è passato dai 138 concessionari del 2015 ai 215 di quest’anno, ma soprattutto ha lanciato una serie di modelli più desiderabili rispetto a quelli di partenza. Per ultima è arrivata la Evora GT430, con motore da 436 CV e aerodinamica rivista, ma prima di lei hanno esordito le Elise Cup 250 e Exige Sport 380, più costose (e quindi più redditizie) ma anche più curate a livello tecnico. Il ritorno all’utile è di buon auspicio in vista dei modelli attesi nei prossimi anni, del tutto inediti, che sostituiranno le non più recentissime vetture odierne: nel 2020 dovrebbe arrivare l’Elise, ma si parla anche di un SUV.

Lotus Evora GT430, potente e incollata all'asfalto