Al grande pittore bastarono un paio d'ore per dipingere "Las guirnaldas de la paz" sulla fiancata dell'auto

Hervé Poulain disputò una carriera da pilota senza acuti, priva di grandi soddisfazioni, eppure riuscì a mettersi al volante di auto entrate nell’immaginario collettivo. Lo fece grazie a una fortunata intuizione: nel 1975 chiese al pittore Alexander Calder di personalizzare la carrozzeria di una BMW 3.0 CSL da gara. Il pilota francese diede inizio al filone delle Art Car e creò un genere nuovo, perché trasformò auto “normali” in veri oggetti da collezione, dando seguito a un’idea avuta in precedenza da alcune rockstar: Janis Joplin ad esempio regalò alla sua Porsche 356 una fantasia in stile hippie. L’origine delle art car potrebbe comunque rivelarsi più antica di quanto immaginiamo, complice l’inattesa testimonianza della Citroen, che ha ripescato dai suoi archivi l’immagine di una DS19 personalizzata da Pablo Picasso.


La fotografia risale al 1958 e fu scattata ad Antibes, in Costa Azzurra, dove il grande pittore spagnolo viveva dopo essere stato messo in esilio dal dittatore Franco. Nell’inverno di quell’anno Picasso ricevette la visita di un giornalista messicano, Manuel Mejido, che raggiunse villa La California spacciandosi per un rappresentante del Centro Repubblicano Spagnolo del Messico, organizzazione che tutelò e difese i profughi durante la guerra civile spagnola. Picasso infatti odiava i giornalisti e non avrebbe mai accettato di rilasciare un’intervista a uno di loro. Mejido si fece prestare una DS19 di colore blu, che Picasso dipinse in poche ore mentre il suo giovane ospite era in compagnia di altre persone nella tenuta. La riproduzione sulla fiancata, stando alla Citroen, richiama l'opera Las guirnaldas de la paz (andata perduta).