Una commissione di specialisti ha stilato alcuni principi generali per le auto senza guidatore

L’auto a guida autonoma sarà la rivoluzione più grande della storia dell’auto (adesso siamo nella fase della guida assistita) e, affinché si compia pienamente, anche i governi nazionali devono fare la propria parte, adesso. La Germania si è già portata avanti: il Governo ha istituito una specifica Commissione di 14 tecnici tra giuristi, ingegneri, filosofi, esperti di protezione dati, rappresentanti dei consumatori e teologi per tracciare le prime linee guida in materia. La prima regola alla quale sono arrivati è questa: i software che gestiscono la macchina devono, sopra ogni cosa, tutelare la vita umana. Cosa scontata, ma che è sempre bene ribadire. Regola numero due: la tutela della vita umana viene prima di quella degli animali e dell’integrità delle cose.


E tra due vite umane (quella di un anziano o di un giovane, quella di una donna incinta o di una mamma col suo bambino di 3 anni per mano), quale dovrebbe sacrificare il “cervellone” della guida autonoma? Semplicemente, non dovrà scegliere, perché - secondo la Commissione tedesca - grazie all’azzeramento dei sinistri non ci si troverà più di fronte a situazioni del genere. Nel rapporto si specifica poi che non è possibile prevedere cosa sarà in grado di offrire la tecnologia in futuro. Per questo motivo, leggi in merito verrano scritte più avanti. Al momento, infatti, l’incidentalità zero è solo un sogno. Per evitare per esempio che un passante venga investito, tutti i pedoni e i ciclisti, adulti e non, dovrebbero essere “in rete” (braccialetti con GPS e chip?), perché non esiste tecnologia al mondo che possa permettere a un’auto di evitare un bambino che sbuca, da dietro l’angolo, a pochi cm dal paraurti di una macchina in corsa.

Fotogallery: Guida autonoma, in Germania le prime regole