Consente la comunicazione veicolo/veicolo, veicolo/infrastruttura e veicolo/altri utenti della strada

Qualcomm - azienda americana leader nelle tecnologie di telecomunicazione - ha lanciato 9150 C-V2X. Una sigla indecifrabile, ma ricca, ricchissima di contenuti, perché non “solo” abilita i veicoli a connettersi tra loro, ma permette loro anche di scambiare informazioni con l’infrastruttura e con gli atri utenti della strada come ciclisti e pedoni. A breve e a lungo raggio. Ed è proprio questo il punto chiave per il passaggio dalla guida assistita già largamente diffusa oggi a quella autonoma: solo quando ogni veicolo saprà alla perfezione cosa stanno facendo tutti gli attori coinvolti nella circolazione stradale, potrà prendere delle decisioni indipendentemente dall’uomo.


I collaudi al via nel 2018


Una prima introduzione sui prototipi si vedrà nella seconda metà del prossimo anno, grazie all’accordo di sviluppo firmato da Qualcomm con Audi e PSA. Il sistema 9150 C-V2X verrà installato direttamente sui modem wireless di bordo, affinché i veicoli possano connettersi alla rete, ma per funzionare non necessita (non sempre, almeno) di una rete mobile né di una scheda SIM: diversamente, del resto, non potrebbe garantire la sicurezza in ogni luogo del pianeta. Già, e quindi su cosa si basa la comunicazione? Su 4G e 5G per le comunicazioni a lungo raggio (avviso coda nei successivi 2 km, per esempio) e su una frequenza a 5,9 GHz per quelle dirette: la Federal Communications Commission (e, c’è da aspettarsi, gli enti omologhi un po’ in tutto il mondo), ha definito questo spettro di frequenza radio come quello ideale per i sistemi di comunicazione a breve raggio utilizzabili nella mobilità. La sfrutteranno dunque le auto, le infrastrutture e gli smartphone di pedoni e ciclisti che si trovano in prossimità l’uno dell’altra.


Zero pericoli


Grazie a ciò, il famoso caso del pedone dietro la curva che non può essere visto né dal guidatore né dai sistemi oggi in uso come radar, lidar e telecamere, potrà avere la vita salva grazie al fatto che lo smartphone (sì, certo, ammesso che ce l’abbia) comunica la sua posizione a tutti i veicoli sulla strada. Il caso del pedone vale ovviamente anche per auto/moto/camion e ciclisti, in caso anche di sorpasso, cambio di corsia, svolte e intersezioni di ogni genere. Si tratta, come afferma Nakul Duggal, vice presidente dello sviluppo del prodotto per Qualcomm, di “una tecnologia affidabile al 100%, grazie ai grandi progressi che hanno fatto negli ultimi anni le comunicazioni radio.

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