Sei fortunati hanno ricevuto i primi esemplari della berlina, ma il grosso delle consegne è previsto dopo l’estate

Alfa Romeo ha consegnato ieri i primi sei esemplari della Giulia, sancendo il definitivo arrivo sul mercato di un’automobile impegnata a guidare il rilancio della casa milanese e la riscossa delle classiche berline a quattro porte: la Giulia ha il merito di rendere nuovamente desiderabile e accattivante una tipologia di automobile ormai passata di moda, soppiantata dalle varie “salse” in cui si trovano suv e crossover. Alla notizia è stata riconosciuta una chiara valenza mediatica. Ad essere onesti non è comunque il tipo di annuncio che aspettavamo, specie ad un anno esatto dalla presentazione statica: è abitudine delle case automobilistiche fare clamore attorno al primo esemplare consegnato, non su un numero così arbitrario di vetture (perché proprio sei?) distribuite per di più a molta distanza l’una dall’altra (da Milano a Ragusa), segno che l’operazione non ha rispettato in qualche modo le operazioni di routine. Alfa Romeo sembra voler sfruttare il primo mini-lotto disponibile per annunciare la presenza sulle strade della Giulia, visto che il grosso delle consegne è previsto dopo l’estate.


Al momento la casa non ha diffuso alcuna stima relativa alle vendite previste. In ogni caso è facile immaginare che un sensibile incremento delle vendite si registrerà da settembre in poi, quando le aziende inizieranno a piazzare i loro generosi ordini: da qui la necessità di far sapere che la berlina è comunque in fase di consegna, nonostante all’occhio possa sembrare il contrario. La Giulia ha le caratteristiche ideali per essere un’ottima berlina aziendale e può quindi inserirsi nel cosiddetto bacino delle flotte, che assorbe buona parte delle vendite relative a modelli di questa tipologia. L’Alfa Romeo Giulia può essere già ordinata su alcuni fra i principali mercati in Europa, come ad esempio quello tedesco e quello francese, ma non ancora nel Regno Unito e soprattutto in Cina e negli Stati Uniti: solo dal quel momento si potranno trarre valutazioni più obiettive sui risultati di vendita, visto che l’azienda raccoglierà di sicuro molti più ordini negli Usa e in oriente che non in Europa.

Alfa Romeo Giulia, le prime sono in strada