Così la pensa Casu, l'ingegnere italiano, pescato da Italdesign, che ha guidato il team che si è occupato degli esterni

"È un'auto che spacca, un modello che rompe gli schemi". Sorride Antonio Casu, ingegnere piemontese chiamato ad Ingolstadt, il quartier generale di Audi, nel 2013. La casa dei Quattro Anelli lo ha prelevato da Italdesign, una delle società italiane del costruttore tedesco, dove aveva esordito dopo la laurea al Politecnico. Quarantacinque anni di Torino ("Con il Capo si parlava piemontese", ricorda), Casu è trapiantato provvisoriamente in Germania, dove ha guidato il team che si è occupato della progettazione degli esterni della Audi Q2, il SUV compatto dei Quattro Anelli. "E' stato un ruolo di mediazione", dice. Di mediazione? "Tra quello che hanno in mente i designer e quello che si può realizzare in produzione". E c'è qualcosa che non si è riusciti a trasferire nel modello di serie?


Antonio Casu: "Direi di no. Siamo andati al limite. Abbiamo lavorato per migliorare ogni dettaglio”.


OmniAuto.it: Anche sugli spazi?
Antonio Casu: "Assolutamente. È un'auto dalle misure contenute, ma comoda da abitare, anche se questo dovrebbe essere lei a dirlo e non io. E poi ci sono soluzioni che sembrano estetiche, tipo i 'blade' laterali (i rivestimenti dei montanti posteriori, ndr), che hanno anche funzioni aerodinamiche. Raggiungere un Cx di 0,30 con un modello così è stata una bella sfida".


OmniAuto.it: E adesso che è su strada?
Antonio Casu: "È la nostra grande soddisfazione".


OmniAuto.it: Al plurale.
Antonio Casu: "Certo. Nessuno in questo campo può veramente dire 'questa l'ho fatta io'. Audi è come una grande orchestra e io sono un direttorino di un complessino, se mi passa il termine, che ha contribuito alla realizzazione del concerto che è Q2".


OmniAuto.it: Un'auto che spacca, giusto?
Antonio Casu: "Un linguaggio giovanile per un'auto giovanile. Ma è anche un modello che non è erede di altri: è nuovo e non aveva riferimenti interni. In questo senso rompe gli schemi, anche perché Audi non aveva mai proposto un suv così".


OmniAuto.it: L'obiettivo che avete perseguito?
Antonio Casu: "Ogni elemento doveva essere impiegato al meglio, portato al limite. E questo riguarda sia il peso sia la funzionalità".


OmniAuto.it:"L'obiettivo al quale puntate?
Antonio Casu: "Lei sa che non parliamo di numeri... Ma io spero di avere il più bel problema che ci possa capitare: quello di essere costretti ad aumentare la produzione. In sintesi: spero che le nostre previsioni di vendita siano troppo conservative".


OmniAuto.it: Prospettiva interessante: ma lei ci deve credere, come dire, "per contratto".
Antonio Casu: "Io comprerò una Q2. E ci porterò mio figlio".


OmniAuto.it: Per orgoglio?
Antonio Casu: "Le rispondo con un aneddoto. All'università, un mio professore di scienza delle costruzioni mi aveva chiesto una prova statica. Quando gli presentai il mio lavoro mi chiese se ci avrei dormito sotto: gli risposi di sì. La ragione per cui oggi porterò mio figlio sulla Q2 è la stessa per la quale allora mi sarei rilassato sotto quella struttura".


OmniAuto.it: Adesso il lavoro è finito?
Antonio Casu: "Scherza? La macchina è sempre viva, anche quando è in produzione".



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