Era l'ultimo Paese al mondo a vietarlo. Il re Salman concede il diritto alla patente senza “guardiano”

In Arabia Saudita anche le donne potranno guidare l'auto, cosa che fino ad oggi era loro vietata dalla legge wahhabita dello stato islamico. La decisione è stata presa ieri dal re Salman in accordo con le principali autorità religiose saudite e confermata a Washington dall'ambasciatore principe Khaled bin Salman, ma diventerà operativa solo dal 24 giugno 2018. Il decreto reale impone anche la creazione entro 30 giorni di un apposito organismo ministeriale capace di verificare che la nuova disposizione "si possa applicare nel rispetto degli indispensabili principi della sharia". Lo storico provvedimento pare anche un segnale di modernizzazione per il Paese arabo che possiede il 25% delle riserve di petrolio mondiali, un primo varco nell'ortodossa società dell'islam sunnita che ancora prevede che la donna debba chiedere il permesso all'uomo "custode" per lavorare, viaggiare o addirittura curarsi.


Anni di lotte per i diritti femminili


Ricordiamo che la decisione presa ieri arriva dopo più di vent'anni di lotte e rivendicazioni da parte di molte donne saudite che chiedono il riconoscimento di diversi diritti, fra cui quello al conseguimento della patente e alla guida che, unico Paese al mondo, era ancora negato in Arabia Saudita; negli anni passati alcune di queste donne sono anche state incarcerate e torturate per essersi riprese o fotografate mentre guidavano, in segno di protesta verso il divieto statale. Nel 2008 un cambio di rotta sembrava imminente, ma da allora nulla si è mosso nella penisola araba. L'ambasciatore negli USA ha così commentato la decisione del re: "E' un gran giorno per il nostro regno, un giorno storico. Penso che la nostra guida capisca che la società è pronta. Credo che sia la decisione giusta al momento giusto".


Non serve il permesso dell'uomo


Scendendo un po' più nel dettaglio della nuova legge saudita vediamo che le donne, a differenza di molti altri casi, non avranno bisogno del permesso dell'uomo che vigila su di loro per prendere la patente, né tanto meno di essere accompagnate dallo stesso "guardiano" mentre sono al volante. La patente le permetterà di guidare in tutto il regno, comprese le città sacre di Medina e La Mecca e lo stesso sarà concesso alle donne con una patente rilasciata in uno degli altri Stati del Consiglio di cooperazione del Golfo. Al ministro degli interni toccherà invece decidere se le donne potranno guidare per lavoro, diventare cioè tassiste o camioniste. L'idea delle donne alla guida in Arabia Saudita è utile pure per emancipare l'immagine della società saudita nel resto del mondo, anche se solo una settimana fa lo sceicco Saad Al Hajry si chiedeva : "Le donne hanno un quarto di cervello e chi darebbe la patente a una persona con un quarto di cervello?".