Il divieto scatterà da ottobre 2018 grazie al patto antinquinamento tra Piemonte, Emila-Romagna, Veneto, Lombardia e il governo

Ci sono tre novità in Lombardia sul fronte smog. Dal 1° ottobre 2018 e fino al 31 marzo 2019 verranno bloccate anche le auto Diesel Euro 3, che quest’anno invece sono salvi, contrariamente a quanto si legge su alcuni forum online. Secondo: il blocco per tutti i soliti veicoli più inquinanti (gli stessi della stagione scorsa) parte il 1° ottobre 2017 anziché il 15 ottobre 2017 e finisce il 31 marzo 2018 (non metà aprile). Terzo: c’è l’anticipo delle misure intermedie di fermo del traffico dopo quattro giorni consecutivi di superamento della soglia di concentrazione di polveri sottili (e non più dopo 7), pari a 50 microgrammi di Pm10 per centrimetro cubo. Lo prevede delibera X/7095 del 18 settembre 2017, che rientra nell’Accordo di Programma per il miglioramento della qualità dell’aria. Pure per evitare aggravamenti e sentenze di condanna in riferimento alle procedure di infrazione Ue attualmente pendenti (vedi qui).


Dove e quando


Lo stop alla circolazione dei motori più inquinanti dal 1° ottobre 2017 e (prima era dal 15) e fino al 31 marzo 2018 da lunedì a venerdì (dalle 7.30 alle 19.30) riguarda i Comuni con più di 30.000 abitanti in tutto il bacino Padano: è un’altra attuazione del Piano regionale degli interventi per la qualità dell’aria (Pria). Fa seguito all'Accordo di programma del Bacino Padano 2017, sottoscritto lo scorso 9 giugno a Bologna, dal ministero dell'Ambiente e dalle Regioni del Bacino padano (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte).


Parola ai politici


Come sottolinea l'assessora regionale all'Ambiente della Regione Lombardia, Claudia Terzi, “la modifica, limitata al calendario, si rende necessaria ai fini di un'armonizzazione con le altre Regioni che, da tempo, utilizzano il calendario 1° ottobre-31 marzo". I provvedimenti scatteranno non solo in Lombardia, ma anche in Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Stando all’assessore, è “un altro passo verso la semplificazione per i nostri cittadini, che potranno muoversi tra le nostre Regioni senza doversi interrogare sulla esistenza di provvedimenti diversi tra i nostri territori”:


Restano diversi problemi


Il blocco si applicherà su due livelli. Al verificarsi del superamento continuativo del limite giornaliero per il PM10 (50 μg/m3) registrato dalle stazioni di riferimento per più di quattro giorni (1° livello) o per più di dieci giorni (2° livello). La verifica verrà effettuata il lunedì e il giovedì e le misure temporanee entrano in vigore dal giorno successivo al controllo. Nella stessa delibera, si fa riferimento ad altri provvedimenti: riguardano i generatori di calore alimentati da biomassa legnosa, la certificazione energetica degli edifici e vari divieti alla combustione, ma restano in piedi problemi notevoli: bus, pullman turistici, furgoni, carri attrezzi del Comune, riscaldamenti a gasolio...


Le multe


La multa per chi usa un’auto che non può circolare durante il blocco è indicata dall’articolo 13 bis del Codice della Strada: 163 euro. Sanzionata anche la recidiva: chi ha violato il blocco negli ultimi 2 anni e viene riscoperto nuovamente, rischia la sospensione della patente da 15 a 30 giorni. In casi di estrema necessità, se dovete usare l’auto e beccate una multa, potete fare ricorso (qui vi spieghiamo quando è possibile farlo).