Viaggi - SHENZEN - GUANGZHOU

I primi chilometri cinesi


Il nostro Trans China Tour è partito ufficialmente da Shenzen. Non vi dice nulla questo nome? Bene, sappiate che è una città della Cina meridionale che conta qualcosa come 10 milioni di abitanti. E siamo nella provincia del Guangdon, che in italiano è meglio nota come “Cantonese”, dove la nostra prima giornata di viaggio si è conclusa raggiungendo il capoluogo, appunto, Guangzhou (Canton).


GUIDA NEL CAOS


Oggi abbiamo percorso circa 130 chilometri, per la quasi totalità in autostrada. E questo perché a Shenzen siamo arrivati solo nel pomeriggio a causa di lungaggini doganali in uscita da Hong Kong. Abbiamo avuto giusto il tempo di prendere in consegna la nostra Audi Q3, pressati dagli organizzatori a partire quanto prima perchè guidare in Cina di notte è sconsigliato, a maggior ragione se è a prima volta. Il rapido briefing, per l’appunto, ci ha messo in guardia sullo stile di guida che caratterizza il traffico all’insegna della “teoria del caos”. In pratica bisogna aspettarsi di tutto: auto che ti superano da destra tagliandoti la strada, tir che si fermano in corsia di sorpasso, persone, carretti o animali che camminano (o arrancano) sul ciglio della strada. Il che di notte non è propriamente piacevole.


CAROVANA ARANCIONE


Prima di metterci in marcia prendiamo parte alle celebrazioni inaugurali per la partenza di questa Wave 3. Un momento che non passa inosservato con un’intera piazza di Shenzen allestita per l’occasione e un parcheggio monopolizzato da venti Q3. Cordone di sicurezza tutt’intorno, decine di curiosi ai lati (comprensibilmente i cinesi si domandavano “ma cosa stanno combinando questi occidentali con tutte questa auto arancioni?!”) e uno sbandieratore d’eccezione per dare il via al nostro viaggio: il pilota Dindo Capello.


PRONTI... VIA


In macchina con me c’è Paolo, un collega giornalista italiano, che mi lascia l’onere di guidare per primo. Quindi comincia a fare buio e il navigatore, preimpostato con precisione svizzero-tedesca, ci porta lentamente fuori dal centro città. Cerchiamo di rimanere uniti ad altre vetture, ma capiamo subito che è difficile non avere tagliata la strada da auto, moto o bus che ti si infilano da tutte la parti. Con una prepotenza incredibile. Certo, diversi automobilisti osservano incuriositi questi SUV arancioni che colorano il traffico all’imbrunire, ma subito dopo non risparmiano pesanti clacsonate a quelle Q3 che rallentano per scattare una foto o guardarsi intorno. Nel mentre registriamo con sorpresa che le strade cinesi in città sono perfette, sia come asfalto che come segnaletica orizzontale…


COME UN VIDEOGAMES


Tempo 15 minuti e imbocchiamo l’autostrada in direzione Guangzhou. Ormai è notte e ringraziamo la presenza di fari allo xenon sulla nostra Q3. Il traffico è pesante, nel senso che procediamo per tutti è 90 i chilometri di autostrada sia incolonnati con altre auto che contornati da camion e tir di svariate dimensioni. Purtroppo non abbiamo molte foto per testimoniare questa parte del viaggio visto che era già buio. Inoltre eravamo concentrati a schivare, letteralmente, le altre auto. Perché in autostrada l’automobilista cinese guida così: viaggia sulla sua corsia e da li non si muove. Gli altri lo sanno e se vogliono andare più veloci lo superano da destra, tagliandoli probabilmente la strada. Vissuto per la prima volta sembra di “giocare” a Need for Speed: “vince” chi supera svicolando di più, con staccate all’ultimo per inserirsi fra un’auto che non ti vuole far passare e un tir che viaggia a 40 km/h. E poi ci sono gli ostacoli a sorpresa, come un’auto in panne sulla corsia di sorpasso, senza segnalazioni. In Italia si bloccherebbe il traffico, fra imprecazioni, curiosi e tamponamenti collaterali. In Cina tutti evitano l’auto, con nonchalance, scartandola peraltro all’ultimo momento. Noi ci abbiamo messo qualche chilometro per adeguarci a questo “way of drive”, sfruttando l’abbondanza di cavalleria sotto il cofano (il 2.0 TFSI della nostra Q3 sviluppa 211 CV) e il cambio automatico impostato in modalità Sport, mai utile come in questo contesto in cui la ripresa è di vitale importanza.


L'ARRIVO A CANTON


Guangzhou ci ha accolto due ore dopo abbagliandoci con mille luci lungo la strada che conduce all’albergo. Anche questa è una metropoli di dimensioni incredibili per i nostri standard: 11 milioni di abitanti. E intuiamo che si tratta di una città costiera molto turistica, vitale e in forte espansione economica. Esattamente come tutto quello che ci circonda da quando siamo atterrati in Cina.

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