con Panzano, tombe etrusche e bistecche.

A guardia della Valdelsa dopo 7 km di salita e di curve si trova Castellina in Chianti che, come tutte le roccaforti, è un antico avamposto militare dotato di torrioni. Da Gadda è sufficiente percorrere gli undici km lungo la SR429. Restaurata negli ultimi anni grazie alla crescita del turismo, Castellina si presenta impeccabile. È un susseguirsi di stradine e gradini che si incastrano tra loro per poi aprirsi in piccoli cortili. Se si segue via delle Volte, ci si immerge nel camminamento medievale che passa sotto le case con finestroni quadrati che affacciano sulla valle a sinistra, e inaspettatamente ci si imbatte in una mostra d'arte. La zona di Castellina è conosciuta per gli antichissimi insediamenti etruschi che ne testimoniano le origini. I più noti scavi sono quelli che hanno riportato alla luce la tomba del Tumulo di Monte Calvario, datato VI sec. a.C. La tomba ha una struttura circolare del diametro di 53m, con quattro ingressi orientati verso i quattro punti cardinali, facilmente raggiungibile anche a piedi.
Cecchini vale il viaggio. Cecchini è un'antica macelleria gestita da uno stravagante quanto entusiasta macellaio/ristoratore. Panzano in Chianti, proseguendo sulla SR222 per circa 10 km , è il paese che accoglie i buon gustai della carne. Dario Cecchini è un maestro, maestro del taglio, maestro della cottura, alla ricerca della bistecca perfetta. Se il carattere di una persona si misura dalla stretta di mano, il signor Cecchini ne ha da distribuire, quando non è in America o in Giappone. La regola è arrivare digiuni. All'entrata della macelleria viene offerto un aperitivo di bruschette con olio toscano e lardo. Il bicchiere non viene mai lasciato vuoto. Al piano di sopra una sala è allestita a ristorante con al centro un lungo tavolo di legno dove gli ospiti convivono. Per gli amanti della bistecca l'appuntamento è all'ora di cena, perché, come spiega affabilmente un cameriere che sembra un putto alato uscito da un quadro del Verrocchio, la carne va tenuta sei ore fuori dal frigo per farle raggiungere la temperatura ambiente e la brace deve andare per tre ore. Il menù del pranzo è allo stesso modo da signori: medaglione da 250gr in crosta di pane, sushi del Chianti, tonno del Chianti, arista in porchetta, cosimino in salsa ardente. Tutto accompagnato dal pane sciapo, il pinzimonio, l'olio fatto in casa e il Chianti ketchup. Il signor Cecchini ovviamente fa anche il vino, la birra e la grappa. E, come vuole una nobile e superata tradizione, il vino si può portare da casa. La passeggiata dopo pranzo diventa d'obbligo e Panzano con la sua rocca e la chiesa di Santa Maria Assunta in cima alla collina facilita la digestione. Il borgo è nel così detto Panzano alto, raggiungibile dalle due strade in salita che partono dalla piazza del paese. Vale la pena arrivare fino a via Castellana, dove le persone e le loro case sono squisitamente integrate con il castello in cui vivono.
Da Panzano lungo la stessa strada per altri circa 10 km si arriva a Greve in Chianti, il paese più grande e popoloso della zona. Le misure qui sembrano aumentare, la piazza è molto ampia, con la caratteristica forma di triangolo allungato e circondata su due lati da antichi portici. La statua che troneggia al centro ricorda che fu un toscano, Giovanni da Verrazzano, a scoprire la baia di New York. Nei negozi proliferano ceramiche e borse in pelle. Nella chiesa di Santa Croce, messa a chiudere la piazza, ci sono opere d'arte sacra, tra cui alcune di Bicci di Lorenzo, come il trittico con Madonna e Santi. Anche Greve vanta un'antica macelleria, oggi ampliata e diversificata sul mercato, di nome Falorni. Appartengono infatti alla stessa famiglia anche il museo del Chianti e il brevetto della macchina dosa vino situata all'interno della più grande enoteca del Chianti, le Cantine di Greve in Chianti. E proprio nelle cantine, nate nel 1893, che se ne comprende il meccanismo. Si compra una tessera da 10, 20 o 30 euro, la si inserisce nella fessura della macchina e si preme il bottone a seconda del vino che si è scelto. Posizionando il bicchiere sotto l'erogatore la macchina ne dosa la quantità. Ogni bicchiere da degustazione ha un prezzo, ovviamente a seconda del vino selezionato. Ogni volta che il vino esce dalle bottiglie, che sono messe in un ordinata fila circolare sotto la macchina, viene pompato azoto all'interno della bottiglia per evitare il contatto con l'aria. Questo sistema consente al vino aperto di non rovinarsi per un mese intero. Siamo un popolo di inventori e, di sicuro, di buoni bevitori.
Si riprende la statale direzione A1. Si lascia la valle del Chianti. Il rischio di quando si vanno a visitare questi posti è che balena subito in testa l'idea di tornare, per un periodo molto, molto, molto più lungo di quello appena trascorso.

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