Viaggi - la Val Senales e il mercatino natalizio di Merano

Partiamo da Merano di buon mattino con il favore del bel tempo e l’energia procurata dall’aria frizzante per ascendere gli oltre 3.000 metri del ghiacciaio della Val Senales. Siamo ad appena 325 metri di altezza ma le montagne che ci circondano si elevano già maestose e in lontananza le alte vette imbiancate già annunciano paesaggi mozzafiato.
Prendiamo la S.S. 38 della Val Venosta che sale verso nord-ovest. Dopo Compaccio seguiamo i cartelli Val Senales, Passo Resia, Passo dello Stelvio e dopo un paio di chilometri giriamo nuovamente a destra verso Maso Corto, ultimo avamposto prima di arrampicarci sulle pareti verticali delle aspre cime alpine. Mentre risaliamo la valle scavata dal Rio Senales il paesaggio cambia mentre la temperatura, dai circa +5°C di Merano scende presto sotto lo zero: dalle ampie distese di vigne intervallate da affascinanti Castelli passiamo ai ripidi boschi di conifere abitati da masi alpini, un paesaggio che già restituisce il fascino delle antiche attività di questo territorio. La salita si fa ripida nei pressi di Vernago (ma la pulizia delle strade è impeccabile grazie al rigore del servizio di manutenzione della viabilità), dove un vero e proprio muro artificiale di terra, solcato da alcuni tornanti, ha creato il catino entro cui “abita” il lago dell’omonimo piccolo paese a 1.700 metri. La neve è già scesa copiosa, l’aria è fredda ma incredibilmente profumata di essenze alpine. In lontananza la vetta del Langtauferer spitze a oltre 3.500 metri.


A Maso Corto, abbiamo superato 2.000 metri e il livello della neve, a fine novembre già sfiora il mezzo metro. Abbracciata dalle alte cime circostanti, questa piccola località un tempo rinchiusa nell’atmosfera immobile dei suoi ritmi, oggi è una fondamentale stazione sciistica e meta di turismo. Lasciamo la Fiat Sedici e prendiamo la funivia della Val Senales che in soli 6 minuti di rapida ascesa ci porta a 3.212 metri (un tempo magnifico e -15°C) aprendoci una vista spettacolare a 360° sulle Alpi Venoste. Il ghiacciaio di Giogo Alto si trova tra l’Italia e l’Austria. Si estende a sud dalla Punta delle Cornacchie (3.251 metri sul mare) e Punta di Finale (3.514 metri) fino a Giogo Alto (2.750 metri) e nella Rofental dietro a Vent nella Ötztal. La sua superficie è di circa 185 ettari (circa 310 ettari con il ghiacciaio di Finale). Non lontano da qui, nel 1991 fu trovata la Mummia del Similaun (http://it.wikipedia.org/wiki/Mummia_del_Similaun).


Il rifugio Bellavista (http://www.goldenerose.it/it/rifugio-bellavista/): Gli amanti dello sci conoscono bene questo comprensorio, aperto tutto l’anno. Ma per il nostro giro prettamente turistico, preferiamo le comodità lasciando l’attività sportiva a uno dei prossimi itinerari di Omniauto. Prendiamo la seggiovia scendiamo nel centro del ghiacciaio. Ad attenderci un singolare servizio taxi con la motoslitta per la nostra prima meta di giornata. In circa 10 minuti attraversando le piste ecco il rifugio Bellavista a circa 2.850 metri.
Aperto da dicembre a maggio e da giugno a ottobre, questo incantevole rifugio (raggiungibile con motoslitta, con gli sci o con un originale servizio transfert con mezzo cingolato da Maso Corto) offre le sensazioni magiche di un soggiorno in alta quota ma con molti comfort che lo rendono speciale. Vi sono 22 stanze (doppie, triple, quadruple e una grande camerata da 18 persone per un totale di 77 letti) a cui si aggiungono servizi di sauna, piscina termale e, per i più coraggiosi, la possibilità di soggiornare in un igloo (per questo è a disposizione una particolare pacchetto per un weekend romantico in un igloo costruito appositamente).


Dopo una sosta contemplativa nel silenzio di questi posti incantati raggiungiamo la sala da pranzo per la degustazione di un tipico menù di cucina italiana altoatesina: cominciamo con una Pasta Speciale a base a bavette al pomodoro, olive nere, peperoncino, aglio e parmigiano per “riscaldare” l’ambiente. Successivamente gli esperti cuochi del Bellavista ci fanno gustare un gustoso goulash presentato in due varianti: con polenta o con i caratteristi canederli. Accompagnamo con acqua di sorgente e con il vino della casa. Per dolce una tipica prelibatezza della Val Senales: lo Schneemilch un dolce fatto con pane, uva secca, pinoli e un “nevaio” di panna fresca a simboleggiare il manto nevoso invernale. Davvero squisito!


Riprendiamo il “taxi” e la seggiovia per risalire ai 3200 metri e godere un’ultima meravigliosa vista sulle cime circostanti mentre il sole inizia una lenta discesa verso un meritato riposo dopo averci regalato una giornata straordinaria dal punto di vista del tempo. Restituito al ghiacciaio tutto il suo silenzio e la sua pace dopo che turisti e sciatori ritornano a valle, riprendiamo la via di Merano per l’inaugurazione del famoso Mercatino di Natale.


Visita alla città: Il centro storico comprende il tratto dei Portici (oggi con vari negozi) che collega piazza del Grano a piazza Duomo, il quartiere Steinach, via Leonardo da Vinci, via delle Corse e le tre porte cittadine del borgo medievale. Vi sono diverse passeggiate, parchi e un giardino botanico a Castel Trauttmansdorff. Tra gli edifici storici spiccano quelli in stile liberty del primo ‘900 come il Kurhaus e il Teatro Puccini, edificato nel 1900 da Martin Dulfer. Il Duomo di Merano (chiesa di San Nicolò), venne costruito nel lontano 1310. Ha un altissimo campanile di 80 metri. L'interno è spettacolare, un grande spazio fa da culla a bei dipinti e sculture. Da non perdere gli affreschi custoditi all'interno del campanile. Il Duomo diventa particolarmente suggestivo durante il periodo natalizio con la messa di Natale cantata dal coro polifonico. All'esterno della chiesa sono posizionate antiche pietre tombali, testimonianza dell'antico cimitero della città qui presente fino al 1848. Tra gli altri edifici religiosi si distinguono la chiesa del Santo Spirito, fondata nel 1217, la chiesa di Santa Maria del Conforto, del XII° secolo e in stile romanico, custode delle spoglie dell'arciduca Ferdinando Carlo e la chiesa dei Cappuccini di San Massimiliano del XVI° secolo.


Il mercatino di Natale di Merano (http://www.nataleamerano.it/): Le 80 casette addobbate del Mercatino di Natale di Merano si trovano ai due lati della passeggiata lungo il fiume Passirio che va dal ponte Teatro al ponte della Posta. I visitatori si ritrovano immersi in un'atmosfera da favola, natalizia, con la scenografia romantica del Kurhaus e delle Terme. Nelle casette del Mercatino di Natale di Merano vengono esposti prodotti dell'artigianato locale: candele, ceramiche, addobbi natalizi quali palline in vetro, statue in legno e presepi. In altre troviamo specialità gastronomiche tipiche dell'Alto Adige come dolci (strudel, pan pepato, biscotti), bevande (vin brulè). In altre ancora indumenti (maglie in lana, guanti, pantofole in feltro), giocattoli e oggetti da regalo.


In pieno spirito di aderenza alla festa e per non guastare l’atmosfera pre-natalizia, decidiamo che proprio il mercatino sarà la nostra “sala da pranzo” per la cena: un buon bicchiere di Vin Brulé (3 euro + 3 euro se vogliamo conservare il piccolo caratteristico boccale) e un eccezionale panino (puccia dell’Alto Adige) con arrosto cotto al momento: un concerto di sapori che merita di essere provato.


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