Viaggi - Il mercatino natalizio e la Strada del Vino

Partiamo di buon mattino per prendere la superstrada che da Merano ci porta nel centro più importante dell’Alto Adige. Arriviamo intorno alle 10 e parcheggiamo in pieno centro in Perathoner Strasse a un paio di minuti da Piazza Walther, nel borgo della città.


Il mercatino di Natale di Bolzano: Dal 26 novembre al 23 dicembre piazza Walther ospita le caratteristiche casette in legno del "Christkindlmarkt" (quest’anno ricorre il ventennale); 80 espositori propongono tipici addobbi in vetro, legno e ceramica, tante idee regalo all'insegna della più genuina tradizione artigianale, nonché specialità gastronomiche e deliziosi dolci natalizi come il famoso "Zelten" di Bolzano. Visitare il Mercatino di Natale significa tuffarsi nella magica tradizione dell'Avvento alpino. Un'atmosfera particolarmente suggestiva regna nel "Bosco Incantato" di Palais Campofranco a pochi passi dal Mercatino.


Dove, Come, Quando:
lunedì - venerdì: ore 10.00 - 19.00
sabato: ore 9.00 - 20.00; domenica: ore 9.00 - 19.00
05.dicembre – 08 dicembre: 9.00 - 20.00 Gli stand gastronomici tengono aperti un'ora più a lungo
Parcheggi: http://www.comune.bolzano.it/context.jsp?ID_LINK=2071&page=2&area=19


Dedichiamo la mattina alla visita degli stand del mercatino, già presi d’assalto da turisti da tutta Europa, facilmente riconoscibili dai numerosi accenti. Prodotti gastronomici, oggetti per l’arredo, addobbi natalizi; non manca nulla per soddisfare le voglie di regali più sfiziose.


Visita alla città: dalla centralissima Piazza Walther, all’ombra del Duomo, dove ci concediamo qualche acquisto “mirato (kaminwurzen, canederli e addobbi) entriamo nelle vie del centro per una visita turistica. Queste le direttrici principali:
Via dei portici: cuore pulsante della, vita commerciale, i Portici sono famosi per la sequenza ininterrotta di negozi. Ammiriamo le suggestive facciate riccamente ornate ed impreziosite dagli "Erker" (sporti murali poligonali). Dedichiamo una visita anche all’antica farmacia alla Madonna (è considerata un piccolo museo di oli, essenze, tinture, balsami, tisane).


Via dr. Streiter: corrisponde all'antico fossato nord del borgo medievale e corre parallelamente a via Portici. Da notare: i vecchi banchi in marmo bianco del mercato del pesce, i due archi ogivali, l’arcone dimezzato del sottopasso dello "Zallingerturm" ed il lato settentrionale del vecchio municipio.


Via Bottai: una delle vie più tipiche del centro storico per le originali insegne in ferro battuto, le numerose locande e l’antico albergo Luna-Mondschein. All’estremità nord troviamo il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige nella casa di Massimiliano, alto edificio gotico costruito nel 1512.


Via Argentieri: corrisponde al percorso segnato al fossato meridionale che correva lungo le mura dell'antico borgo vescovile. Sul lato destro si scorge la costruzione barocca del Palazzo Mercantile con ampie scalinate esterne e sede dell'omonimo Museo. Poco oltre si trova la Casa Troilo (1603 circa) con torricella angolare e passaggio interno che collega via Argentieri con i Portici (portale in pietra con stemmi).


Via della mostra: era considerata la strada "ricca" del centro storico, dove nel corso del Rinascimento i più facoltosi esponenti della borghesia cittadina hanno costruito grandi palazzi: il Palazzo Campofranco (lato sud- angolo piazza Walther), il Palazzo Menz, dirimpetto al primo, il Palazzo Pock già sede del più prestigioso albergo cittadino.


Vicolo della Pesa: attraverso questo stretto passaggio è possibile raggiungere piazza del Grano, dove in passato si teneva il mercato del grano e di altri prodotti agricoli. Si tratta del più antico nucleo urbano di Bolzano attorno al quale sorgeva il castello dei principi vescovi di Trento - demolito nel 1277. A nord della piazza prospetta uno degli edifici più pittoreschi della città: la casa della Pesa (1634), sede della pesa pubblica fino al 1780.


I sagaci rintocchi di mezzogiorno confermano la sensazione che a poco a poco si impossessa di noi. Una minuziosa visita al mercatino e il freddo e la neve di una giornata particolarmente invernale suggeriscono una sosta gastronomica tra le braccia dell’atmosfera tirolese. Per l’occasione scegliamo uno dei luoghi più caratteristici di Bolzano, il ristorante Voegele.


Pranzo al Voegele (http://www.voegele.it/): i muri dell’antica Osteria (ornati da affreschi dei primi del ‘900 e impreziosito da arredi d’epoca) risalgono a prima del 1.300. Dal 1.840 di proprietà della famiglia Kamaun era noto nell’800 come Aquila Rossa secondo l’appellativo dato dai bolzanini. Qui venne Johann Wolfgang von Goethe (ricordato da un grande ritratto alla parete) e durante la Seconda Guerra Mondiale fu sede di importanti incontri segreti. Qui i partecipanti, si riconoscevano pronunciando una semplice parola: “Voegele. Il ristorante è oggi magistralmente gestito da Birgitt e Willy Alber che a pranzo e a cena ricevono visita fino a registrare immancabilmente il “tutto esaurito”. Accomodati all’ombra del ritratto di Goethe gustiamo un tipico pranzo di cucina altoatesina. Cominciamo con un saporito antipasto di speck altoatesino, pane alle noci e rafano con mirtilli rossi. Di primo gustoso un tris di canederli (rape rosse, spinaci e formaggio) con insalata di cappuccio, salsa di rafano e pomodori gratinati. Per secondo un eccezionale stinco di maialino con crauti, frittelle di patate e canederli di speck. D’accompagnamento scegliamo un vino del territorio: un rosso Schiava doc. Per dolce infine canederli di ricotta alla cannella con prugne rosolate nel vino rosso.


L’ultima parte di questo affascinante e suggestivo itinerario ci porta a esplorare un settore in cui l’Italia è leader nel mondo: il vino. Da Bolzano, chiunque apprezzi il gusto di questa bevanda, non può mancare alla Strada del Vino.
Da Bolzano, impostiamo il navigatore satellitare per raggiungere Appiano sulla S.S. 42. Imboccato viale Drusio, presto numerosi cartelli “Winestrasse” ci confermano che abbiamo preso la direttrice giusta. Il percorso inizia così ad affrontare un nuovo tratto di paesaggio che, complice la percorrenza in leggera altezza rispetto al fondo-valle dove corre la A22 del Brennero, apre alla vista una nuova serie di incantevoli panorami: ampi campi di vigne, borghi medievali, castelli.
Attraversiamo, dopo circa 10 chilometri di leggero saliscendi, Appiano, a 411 metri di altezza, un borgo medievale dove le vie strette e tortuose e le caratteristiche architetture del territorio invitano a un tuffo nel passato: edifici con tetti spioventi, muri spessi e minute finestrelle, riccamente decorati, attraversano più epoche come testimoniato dalle date di costruzione (leggiamo su una grande casa “1557”!). Decidiamo una piccola deviazione e passiamo nella zona alta per la frazione di Monte, fermandoci per alcune foto.
Raggiungiamo successivamente Caldaro, al quale dedichiamo una visita rapida per godere della magnifica vista, lungo la S.S. 42, sul lago di Caldaro, meta estiva di soggiorni. Parcheggiamo la Fiat Sedici in un vigneto a bordo strada per qualche fotografia con il lago come sfondo disegnando un “quadro digitale” molto suggestivo e ascoltando il silenzio della valle e i piccoli tocchi dei fiocchi di neve sui tralci, un vero attimo contemplativo. La strada, in questo tratto, offre un panorama davvero incantevole.
Raggiungiamo infine Termeno nella patria del Gewurztraminer, uno dei vini più rinomati nel panorama enologico italiano.


Ospiti della cantina Elena Walch, ci concediamo una degustazione dei prodotti più conosciuti di questa zona prodotti da una delle cantine più famose e conosciute agli appassionati.


Visita alla Cantina Elena Walch (http://www.elenawalch.com): fondata nel 1869 dalla famiglia Walch, l’azienda vitivinicola è oggi un vanto dell’imprenditoria femminile. Elena Walch, infatti, è diventata produttrice nel 1985 dopo aver sposato il discendente di una delle più antiche dinastie del vino di Termeno, Werner Walch.
Visitiamo una prima sala dove sono conservate botti di barrique contenenti Pinot Nero, Lagrein (prodotto con una vigna autoctona), Merlot, Cabernet. In una seconda sala, situata in un piano inferiore, ecco un corredo di botti centenarie finemente decorate (100 – 120 anni) in rovere con al loro interno ancora importanti vini rossi (Lago di Caldaro, Merlot, Lagrein). Tra queste un vero reperto: la prima botte della cantina, costruita nel 1869 (forse la più vecchia botte d’Europa). Una terza sala, più in profondità, è la cosiddetta cantina Kermesse: ospita botti di barrique da 225 litri con vino Kermesse uno dei vanti della cantina (uvaggio da Lagrein, Petit Verdot, Shiraz, Merlot e Cabernet). La quarta sala di questa visita ci porta nel regno dei vini bianchi: grandi e più moderne cisterne in acciaio conservano varie qualità tra cui il prelibato Traminer. Una quinta sala è riempita con botti di barrique di Chardonnay. Infine, abbiamo un accesso esclusivo a un locale dove, con pazienza estrema si lavorano e si selezionano, uno a uno, controllando che ogni acino sia perfetto, grappoli di uva Traminer per la preparazione di un esclusivo passito (recentemente premiato).
Gli ultimi momenti di emozione, dopo forti sensazioni visive e olfattive, li riserviamo al palato con una degustazione nel nuovo locale recentemente inaugurato dalla cantina Elena Walch. Qui gustiamo due straordinari rossi (il Grand Cuvée Kermesse e Cuvée Beyond the Clouds). Ci concediamo, dopo un assaggio, un paio di bottiglie di gewurztraminer, per accompagnare i futuri ricordi di questo splendido giro turistico. Prosit!

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