La 'piccola Venezia' e l'ecosistema dell'Unesco

Ci alziamo di buon’ora, siamo impazienti di visitare Comacchio: siamo già nella zona del Delta del Po e contiamo nel pomeriggio di recarci nella ben nota zona paludosa.


Ci rendiamo conto meglio della posizione privilegiata della struttura dove abbiamo dormito: proprio a ridosso di “Trepponti”: si tratta di una costruzione costituita da cinque grandi scalinate che portano a un piano in pietra d’Istria. Una bellezza architettonica ad opera di Luca Danesi che è diventata il simbolo della città. Ci godiamo l’atmosfera silenziosa. Proseguiamo la passeggiata e capiamo il motivo per cui è chiamata “piccola Venezia”: tanti piccoli ponti che danno una suggestione tutta particolare al centro storico. Anticamente sorgevano su piccole isole. Uno dei ponti più conosciuti è sicuramente il seicentesco “Ponte degli Sbirri”, interamente in cotto che prende il nome dalle vicine ex prigioni.


Arriviamo al Duomo con torre campanaria, risalente all’VIII secolo d.C. intitolato a San Cassiano.


Ma i monumenti a Comacchio sono numerosi, passiamo davanti all’ottocentesco Palazzo Bellini che ospita la Galleria d’Arte Contemporanea e la biblioteca, i monasteri di Santa Maria in Padovetere (nella Valle Pega) e Santa Maria in Aula Regia, la Torre dell'Orologio, la Loggia dei Mercanti o del Grano e il Loggiato dei Cappuccini, che ha la particolarità di essere sostenuto da 142 archi che poggiano su colonne di marmo.


Ma il fatto di essere posizionato vicino al fiume dà a Comacchio un’altra particolarità: vi sono sette lidi distribuiti lungo le foci del fiume Reno fino al Po di Volano (un ramo del fiume Po), entrando a far parte del suggestivo Parco regionale Delta del Po. Il lido più vecchio è Porto Garibaldi che rappresenta anche quello più frequentato grazie alla presenza del porto.


Dopo esserci goduti la brezza decidiamo di spostarci a Nord verso il Polesine. Ma prima di giungere nel cuore del Delta del Po, una tappa è assolutamente doverosa: l'Abbazia di Pomposa a Codigoro. Si tratta un antico monastero benedettino che rappresentò nell'antichità un importantissimo centro culturale e religioso grazie alla presenza dei monaci amanuensi e a Guido d'Arezzo, monaco e musicologo, considerato l'ideatore del tetragramma che elaborò proprio in questo luogo le prime note musicali moderne. L'abbazia ospitò personaggi illustri come San Pier Damiani (dottore della Chiesa) e Dante Alighieri. Visse periodi di splendori fino al 1152, quando le inondazioni del Po fecero allontanare i monaci. Fu poi ristrutturata a fine '800 e oggi si può ammirare al suo interno il museo con tutta la storia e le opere del monastero. Si possono ammirare ovviamente anche i vari monumenti annessi, restaurate anch'essi, come la Basilica di Santa Maria con il vasto atrio, il Campanile romanico, il refettorio, il dormitoio, il Palazzo della Ragione.


Si è fatta una certa ora e dopo aver nutrito la mente è giusto ritornare alle cose più terrene e pensare anche di nutrire il corpo: decidiamo di fermarci a pranzo in un luogo che già ci fa assaporare l'atmosfera naturalistica.


Il Ristorante Volano, Oasi Canneviè (http://www.oasicannevie.com/ristorante/ristorante.htm) si trova nel cuore del Delta del Po, a soli 5 km dall'Abbazia di Pomposa. Siamo affamati e il pranzo è all'altezza della nostra fame: marinati della valle (anguilla marinata, alici marinate, sarde in saor), antipasto Canneviè (composto da insalata di mare al vapore, crostini di spada e salmone affumicati, capasanta, cannolicchi, cozze canestrello, scampo e mazzancolla gratinati). Passiamo poi ad una zuppetta di cozze e vongole di goro con crostini caldi, ravioli con ripieno di anguilla e carciofi saltati con burro fuso e prezzemolo fritto. Decidiamo di fermarci con i primi ma ci informano che hanno anche degli ottimi gnocchetti saltati con vongole, mazzancolle e zafferano e maccheroncini al torchio con le cannocchie. Passiamo ai secondi: grigliata mista con capesante, scampo, mazzancolle, spiedo di gamberi e rombo, anguilla di comacchio alla brace.


Come dolce: una strepitosa degustazione mista, tenerina ferrarese, semifreddo con fragola e meringa, salame di cioccolato, tortino al cioccolato con cuore morbido, semifreddo mascarpone e nutella, semifreddo al cioccolato bianco, semifreddo croccante con granella di nocciole. Siamo più che soddisfatti dalla varietà dei piatti, e il pesce è sempre freschissimo.


Salutiamo con calore il proprietario e finalmente ci immergiamo nella suggestiva e spettacolare Valle del Delta del Po. Tutto il territorio (siamo nella parte orientale della provincia di Rovigo o Polesine, a est di Ferrara) è costituito dalle ramificazioni del fiume Po che vanno a formare una sorta di “ragnatela” lacustre, molto prolifica per la crescita di numerose specie animali, uccelli in particolare, ma non solo. Tra rettili, mammiferi, uccelli, insomma vertebrati, si contano oltre 460 specie.


Gli uccelli sono oltre 300 specie, una ricchezza che porta il Parco ad essere il più importante sito ornitologico d'Italia e tra i primi in Europa. Un primato reso tale anche dalle straordinarie dimensioni: rappresenta la più vasta estensione di zone umide protette d’Italia, con il suo altissimo valore ecologico. La molteplicità delle specie è reso grazie alla diversità degli habitat presenti: boschi, dune, pinete, valli salmastre, zone umide d'acqua dolce: uno straordinario ecosistema naturale che è stato inserito nel 1999 nella lista dei siti dell'Unesco. Per visitarlo è utile prendere una guida che permette di intraprendere itinerari atrimenti sconosciuti. In ogni caso, quando arriviamo ci informano che ci sono 6 stazioni e ben 18 itinerari. Si può percorrere in auto attraversando strade panoramiche ma è ovvio che, per la particolarità del paesaggio, consigliano di percorrere la zona a piedi, in bicicletta o in motonave.


Inutile dire che mentre attraversiamo la zona, notiamo numerosissime torrette di avvistamento e capanni, creati proprio per permettere ai visitatori la vista degli animali e di questo meraviglioso patrimonio natutalistico.


Ci scopriamo, con non poca sorpresa, di essere amanti del bird-watching, perché il fascino del luogo è davvero contagioso.


Arriviamo fino a Gorino Ferrarese dal cui porto partono le motonavi per la visita (ma anche a Goro e Porto Garibaldi) e godiamo della vista dell'impetuoso fiume Po che scorre inesorabile permettendo tutto questo. Ci dicono che con la motonave si può visitare la Sacca di Goro, la Valle di Gorino e l'isola del Mezzanino in mezza giornata.


Si sta facendo buio ma prima che sia notte riusciamo a scorgere alcuni uccelli: pellicani, aironi, cicogne, ibis, cigni fenicotteri. Ma ci dicono che questi sono solo quelli più conosciuti. Dovremmo tornare per vedere il falco cuculo, il falco pescatore, il germano reale, la gallinella d'acqua, e tanti altri nomi che incuriosiscono e involgiano a percorrere nuovi itinerari per scorgerli.


Ma si è fatto buio e la luce non ci sostiene più nella vista. Torniamo quindi alla macchina e ci


prepariamo alla partenza. Ci promettiamo di tornare per vedere questa straordinaria varietà di fauna.

Fotogallery: Viaggi - Comacchio e il Delta del Po