Tra aria di Mediterraneo e incantevoli borghi

Arriviamo a serata inoltrata nel piccolo paesino di Peschici, non arriva a 5000 abitanti, il territorio è compreso nel Parco Nazionale del Gargano. L'ora tarda ci invita a dirigerci direttamente alla Locanda della Castellana (www.locandacastellana.it), un agriturismo a solo un chilometro dal centro del paese, immerso nel verde, nella valle omonima. L'ospitalità è di casa, ci accoglie con calore il Signor Marino. Ceniamo con dell'ottima insalata di polpo con patate al profumo d'arancia, fasolari gratinati; come primo, orecchiette fatte a mano con cime di rapa e al pomodoro e troccoli fatti a mano con sugo al sapore di seppia. I secondi non sono da meno: seppia ripiena al sugo e melanzane e peperoni ripieni con zucchine trifolate. Concludiamo con il dolce: crustolo al mosto cotto di fichi. L’inizio di questo viaggio si prospetta molto interessante. A pancia piena, ci accomodiamo nelle accoglienti stanze e ci addormentiamo subito, avvolti dal silenzio della valle.


La mattina dopo la colazione è da Re: disponibile fino a tarda mattinata, e non è una cosa da poco, offre cornetti caldi, affettati di ogni tipo, formaggi locali, torte e marmellate fatte in casa, frutta. Siamo quindi pronti per salire sulla nostra compatta monovolume e dirigerci nel cuore di Peschici. La cittadina sorge su un promontorio, e infatti rimase isolata fino alla costruzione della strada, l'attuale SS 89, poco dopo l'unità d'Italia. Appena entrati nel Paese, ci accorgiamo immediatamente dello stile mediterraneo inconfondibile: case strette e squadrate con pareti dipinte di bianco, e tetto a cupola di colore blu. Se non fosse per la sue caratteristiche torri, diremmo di essere in Grecia. Nel corso dei secoli, infatti, furono numerosi le Torri costruite a difesa della costa a seguito delle battaglie baronali del 1500: arrivarono a costruirne 21. Oggi, la superstite più famosa è Torre di Monte Pucci, detta "dei doganieri", ben visibile in tutta la sua imponenza dalla costa poiché si eleva dal promontorio: arroccata sulla roccia a picco sul mare, svolgeva in passato la funzione di avvistamento.


Il piccolo centro storico, quindi, è costituito da numerosi vicoli stretti, con case e scalini che digradano verso il mare. Lungo le viette sorgono varie costruzioni, ancora risalenti al Medioevo, e si respira aria di Storia mentre si passeggia tra antiche botteghe e nuovi negozi.


Non possiamo mancare la visita al Castello Medioevale di Peschici. Strategicamente posto come di vedetta a picco sulla costa, venne ricostruito dai normanni nel XVII secolo dopo aver subìto numerosissime dominazioni e battaglie. Suggestiva la posizione, ma anche il luogo: le segrete sono rimaste inalterate, sono le vecchie prigioni che si possono visitare, e si possono vedere gli antichi attrezzi ad uso domestico. Il giardino, vista la posizione, consente una vista mozzafiato della costa.


Proseguiamo la visita, una sosta la merita la Chiesa della Madonna di Loreto, risalente tra il XVI e il XVII secolo, edificata da marinai che furono salvati dopo un naufragio, si dice, da un'apparizione della Madonna; infatti la forma ricorda una piccola barca ed è meta di pescatori che vi si raccolgono in preghiera. Prima di andare via passiamo per l'Abbazia di Santa Maria di Calena, a meno di due chilometri dal centro, ai piedi del promontorio: uno dei più importanti monumenti del Gargano, fu per tanto tempo un convento di Monaci benedettini, oggi è diventata una villa privata. Dai piedi del paese proseguiamo un poco sulla costa solo per notare la bellezza del paese posto sul promontorio, con la luce del sole che illumina le sue piccole casette bianche. Sono tanti i cartelli che indicano le grotte naturali della costa, accessibili solo via mare, che conservano ancora reperti archeologici importanti.


Occhi sicuramente soddisfatti dalla vista meravigliosa del mare, ma è tempo di soddisfare anche il palato. Decidiamo di rimanere a Peschici per recarci in un posto accogliente immerso in un terreno di ulivi. Osteria Pane e Vino, contatto Facebook "Osteria Pane e Vino (Peschici)" http://www.facebook.com/pages/Peschici-Italy/Osteria-Pane-e-Vino-Peschici/111340095553403.


Il Signor Enzo, marito di Giovanna Lo Sito, ci fa accomodare e ci vizia con delle portate succulente, servite tutte in piatti di terracotta: antipasti misti, per tutti i gusti, quindi melanzane al pomodoro gratinate al forno, frittata della casa, frittura (zucca, zucchine e pettoline), carpaccio di zucchina cruda, affettati misti (salami locali piccanti e non), formaggi misti, cicoriette saltate in padella. Anche i primi sono vari: troccoli e fagioni, pan cotto di fave e cicoria, orecchiette al sugo di cinghiale. Riusciamo ad arrivare ai secondi, anche se con fatica: arrosto misto, zucchine, peperoni arrostiti, misto di verdure al forno. Facciamo giusto un assaggio, perché la sazietà si fa sentire, dei dolci della casa: torta al vino rosso, crostata con marmellata di amarene e per digerire liquore al finocchietto selvatico e amaro della casa.


Dopo il pranzo sostanzioso, riprendiamo la nostra Scénic per lasciare Peschici e direzionarci verso Vico del Gargano. Le sue spiagge (della zona di San Menaio) sono rinomate, il paese è soprannominato paese dell'amore e presto scopriremo perché. Nel Settecento visse un periodo fiorente quale centro culturale, il secolo successivo vide prosperare il commercio, mentre con l'unità d'Italia con il fenomeno del brigantaggio venne depredato. Ma oggi, mantiene la sua bellezza, è infatti tra i borghi più belli d'Italia, con le sue case e palazzi tra le vie strette. Il Santo Patrono della città è proprio San Valentino, il santo degli innamorati, e, infatti, entrando nel piccolo paese foggiano notiamo in pieno centro, a pochi passi da Piazza Castello, una via molto particolare: la Via del Bacio, così stretta (larga non più di 50 cm e lunga 30 metri) che due persone che l'attraversano sono costretti a sfiorarsi e forse baciarsi. La percorriamo incuriositi. Dopo questo momento romantico diamo più attenzione al Castello, che dà sulla piazza omonima, oggi rimasto un simbolo del luogo: a forma quadrilatera chiuso agli angoli da torri anch'esse quadrate. La caratteristica dominante di Vico è senza dubbio la Cinta muraria risalente al XIII secolo, edificata come forma di difesa. Finiamo questa tappa con la visita al Palazzo Della Bella progettato a inizi del '900 secondo il modello fiorentino di Palazzo Vecchio, con merlature e torri circolari. Una visita la merita sempre poiché oggi ospita mostre culturali e attività di interesse turistico.


Decidiamo di lasciare Vico del Gargano e dirigerci a Nord. Ci allontaniamo quindi dallo Sperone e proseguiamo sulla costa passando accanto a Lago Varano, il lago più vasto dell'Italia meridionale, ha la particolarità di essere diviso dal mare solo da un cordone di sabbia lungo 10 km, per questo chiamarlo lago è improprio, assomiglia più a una laguna. Famoso per la pesca delle anguille, sulla sponda orientale sorge un crocifisso in legno del 1300 venerato ogni anno con processione e spettacolo pirotecnico sull'acqua. Suggestivo il percorso in questo tratto, la macchina viaggia sulla lingua di terra avendo da una parte il lago e dall'altra il mare. La compatta monovolume percorre la strada sterrata senza difficoltà.


Proseguiamo lasciandoci alle spalle la Puglia, passiamo la costa molisana e arriviamo in Abruzzo, precisamente a Vasto. Arriviamo in serata, così decidiamo di andare direttamente a cena, passiamo per il centro storico in Piazza Rossetti, dedicata a Gabriele Rossetti, e giungiamo al locale che si trova a 500 metri dalla piazza: Il Panzotto (http://www.2spaghi.it/ristoranti/abruzzo/ch/vasto/il-panzotto). Un posto caldo e accogliente famoso per le sue pizze. Iniziamo con degli antipasti di pesce, però, anche se ci dicono che il lunedì a Vasto il pesce non si trova. Per questo, degustiamo solo antipasti: alici marinate, insalata di mare, carpaccio di salmone con rucola e grana, cozze ripiene e cozze e vongole alla marinara, accompagnati con della focaccia. Poi eccoci alla pizza: andiamo sul piatto forte, la pizza alla vastese per vedere cosa offre la casa e mangiamo un'ottima pizza bianca con pachino, peperoni, aglio, acciughe, basilico e origano. Poi un'abruzzese, con pomodoro,mozzarella, rucola e bresaola.


Lasciamo il locale, riprendiamo la macchina e dalla parte alta della città ridiscendiamo sulla costa, in zona Marina di Vasto, una frazione della città, a soli 4 km. Qui trascorriamo la notte in un hotel cullati dal rumore del mare.

Fotogallery: Viaggi - Peschici e Vico del Gargano