Verona-Monaco, volo diretto in A8

Aria di avventura in questa fresca alba di fine luglio, con le aspettative sospese fra la smania di visitare il "luna park Audi" e le ansie del classico esodo estivo da "bollino nero". La luce è ancora scarsa e radente quando la nostra Audi A8 4.2 TDI quattro tiptronic si appresta a partire da Piazza Bra, il salotto della città scaligera che ospita la famosa Arena di Verona. L'orologio di Porta Nuova sembra far partire il cronometro che inesorabile scandisce i ritmi del viaggio a cavallo della catena alpina, dalle Prealpi Venete a quelle Bavaresi. La molla che ci spinge a intraprendere questo curioso viaggio fra Padania e Baviera è la prima importante presentazione alla clientela italiana della nuova Audi A1, la più piccola rappresentante dei quattro anelli, al debutto nel 2010 esattamente come la A8 che utilizziamo.


PARTENZA ALL’ALBA
A dividerci dalla patria della birra e dal "Luna park Audi" nel cuore dell'aeroporto internazionale Franz Josef Strauss ci sono oltre 400 km di strada ricolma di automobili, cantieri aperti, un passo alpino molto "autostradale" come quello del Brennero e limiti di velocità così variabili che solo il nostro navigatore satellitare è in grado di ricordare e visualizzare sullo schermo. Questo è uno di quei giorni che la Autostrada del Brennero SpA sconsiglia per i trasferimenti, ma noi partiamo comunque, pronti anche a cogliere i piccoli vantaggi di una lunga coda autostradale estiva affrontata con una delle auto più comode al mondo.


TRAFFICO SOSTENUTO
L'imbocco della stretta Val Lagarina ci preclude ormai la vista dell'assolata Valpolicella (famosa per i vini pregiati) e il traffico è appesantito fino ad Affi dai villeggianti italiani che hanno scelto il Lago di Grada come meta delle vacanze, mentre da Rovereto in poi restano sulla A22 solo stranieri in rientro nei paesi del Nord Europa. Gli italiani in rotta settentrionale sono diretti Trentino e in Alto Adige, alla ricerca di fresco, relax, passeggiate in montagna e, come suggeriscono le mountain bike "appese" a vetture e camper, un po' di sano sport all'aria aperta. Una veloce sosta in area di servizio ci ricorda che qui l'aria non è quella condizionata e ideale dell'abitacolo della A8, ma una più frizzante brezza mattutina che invita a tirare fuori le felpe dalle valige.


COMODI FINO AL BRENNERO
Dopo i primi chilometri di assuefazione alla grande berlina turbodiesel tedesca (e dopo una preventiva e saggia lettura del libretto di istruzioni), cominciamo a goderci tutti i comfort della Audi A8, dal cruise control adattivo che gestisce alla perfezione la guida nel traffico verso il Brennero, fino ai sedili con 12 regolazioni elettriche, aerazione e funzione massaggio che ti fa arrivare "stirato" e rilassato a destinazione. Non meno utile è il navigatore e il sistema multimediale MMI con cui è possibile gestire tutto il software di bordo, dal settaggio delle sospensioni fino alla resa dell'impianto Bose Surround Sound. Il cambio tiptronic se la cava egregiamente e, anche se lascia sentire i passaggi delle 8 marce, non si può certo definirlo scomodo. Giocando con le modalità di massaggio e regolando la distanza di sicurezza dalla vettura che precede ci accorgiamo di essere ormai arrivati nella valle dell'Isarco e di aver superato nel massimo comfort Trento, Bolzano e Bressanone.


AUSTRIA: UNA FORMALITA'
Al confine con l'Austria c'era una volta la dogana al passo del Brennero, oggi riconoscibile solo per qualche edificio residuo ai bordi dell'autostrada, ma a parte un paio di cartelli mal posizionati è difficile capire che si è usciti dall'Italia. Nello stato austriaco le autostrade si pagano con un bollino adesivo da mettere sul parabrezza simile a quello svizzero, disponibile però in diversi tagli di durata e costo variabile. Oltre ai 7,90 euro del nostro adesivo da 10 giorni paghiamo il pedaggio del ponte Europabrücke (10 euro) e in una miriade di cantieri aperti da 60/100 km/h ci avviamo lentamente verso il confine tedesco. Superata Innsbruck, la situazione migliora, ma il limite di 130 km/h non rende giustizia a questo "jet privato su ruote" nato soprattutto per le ultime autobahn tedesche senza limiti di velocità.


MUNICH AIRPORT. PRONTI ALL'ATTERRAGGIO
Un solitario cartello con D nera nell'ovale bianco ci dice che siamo in Germania, ma il limite resta fisso ai 130 orari. Fra un ingorgo per lavori in corso e le lunghe code provocate dalla chiusura delle scuole bavaresi ci avviamo con santa pazienza e una breve sgroppata sul filo dei 200 km/h verso l'aeroporto Franz Josef Strauss di Monaco di Baviera, facilmente riconoscibile da lontano per il caratteristico design a cono rovesciato della torre di controllo. Avvicinandosi e percorrendone le comode strade d'accesso si capisce come questo aeroporto sia stato eletto quinto miglior aeroporto al mondo nel 2009 dall'agenzia Skytrax. Viabilità scorrevole e semplice, parcheggi ovunque e ben segnalati, edifici bassi e ricoperti di verde, oltre ai due terminal che accolgono i passeggeri con l'imponenza di grandi strutture in acciaio e vetro. La nostra ammiraglia Audi ci ha portato fin qui senza richiederci sforzi sovrumani e coccolandoci con tutte le sue attenzioni tecnologico-artigianali. "Atterriamo" di fronte all'ingresso dello scalo bavarese con la netta sensazione che, tempo a parte, il viaggio aereo Verona-Monaco sarebbe risultato di certo meno interessante e per certi versi comodo del nostro tour in A8.

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