Recanati, Loreto, Sirolo, Conero

Il nostro itinerario parte da Appignano, sede del nostro soggiorno e centro del goniometro intorno al quale ci muoveremo per la giornata odierna e quella successiva. Con il sole e l’aria pulita gli orizzonti vanno dai Monti Sibillini fino al mare adriatico, ma si intravvedono persino i Monti della Laga e il Gran Sasso d’Italia. Nella stagione più verde, la campagna regala il suo meglio ed è rigata dai filari dei vigneti e ammantata di altre colture come frumento. Nei campi e ai lati delle strade spiccano maestose querce, forti e regolari, con una chioma folta e scura. Le strade sono come le colline che percorrono: alternano curve mai secche con rettilinei che consentono di godere a pieno della vista del paesaggio che talvolta scopre i monti e altre volte invece fa vedere uno spicchio di azzurro.


Prima tappa è il Castello di Montefiore, rocca eretta in epoca basso medioevale che ancor oggi fa bella mostra di sé accanto all’omonima frazione nel comune di Montefano. A spiccare è soprattutto la torre quadrangolare, ma anche le mura, la porta e la scalinata suggeriscono la forza e l’importanza che questo posto dovette avere nelle vicende storiche del territorio tanto che la struttura subì diversi ampliamenti nel corso dei secoli.


Ci muoviamo dunque verso il mare verso la seconda tappa che è Recanati, centro che deve gran parte della sua fama per aver dato i natali al poeta Giacomo Leopardi. Percorrendo le strade del suo centro storico si possono ripercorrere i luoghi che ispirarono l’anima più inquieta e una delle menti più fini del nostro ‘800: dalla piazzetta del Sabato del Villaggio, nei cui pressi si trovano il museo Casa Leopardi e il Centro Studi Leopardiani, alla Torre del Passero Solitario fino al Colle dell’Infinito, ovvero il Monte Tabor dove campeggia il primo verso (“Sempre caro mi fu quest’ermo colle”) dei 15 che compongono “L’Infinito”, scritto dal poeta a soli 21 anni.


Ancora più vicino all’Adriatico si trova invece Loreto, sede del Santuario mariano della Santa Casa, uno dei più importanti e famosi nel suo genere, meta di pellegrinaggio da tutto il mondo e posizionato sulla cima di un colle che guarda direttamente il mare. Sormontato da una cupola e da un campanile, dentro le sue mura quasi fortificate il santuario protegge la casa natale della Vergine Maria la quale, secondo la tradizione, sarebbe stata portata dagli angeli in questo luogo direttamente dalla Terra Santa nel 1294, dopo la caduta di Gerusalemme.


E dopo aver nutrito in vario modo lo spirito, la nostra rotta porta verso il Monte Conero, atipico promontorio montagnoso che si trova a strapiombo sul mare, avvolto completamente da una vegetazione lussureggiante e circondato da coste rocciose ai cui piedi vi sono spiagge di sabbia bagnate da un mare verde e cristallino. A proteggere in modo adeguato questo magnifico ecosistema c’è un ente parco nazionale che ha sede a Sirolo, piccolo borgo che si affaccia dall’alto sul mare e dal quale il Conero appare in tutta la sua maestosa bellezza.


Proprio nei pressi di Sirolo, facciamo tappa per il pranzo presso il ristorante “Da Silvio”. Immerso nella macchia, a ridosso della spiaggia dei Sassi Neri, offre una bellissima vista sul lato meridionale del promontorio. Da qui si può tornare verso Sirolo ed esplorare il lato verso l’entroterra del Conero, lungo la strada che porta verso Numana e Portonovo dove si trova la torre di guardia, eretta nel ‘700 per l’avvistamento dei pirati, e il fortino napoleonico, oggi diventato albergo, ma strategico nel confronto tra francesi e britannici per il dominio dei mari a cavallo tra XVIII e XIX secolo.


Il sole che scende verso Ovest ci richiama idealmente verso la terra e le colline dalle quali eravamo partiti al mattino. Per la cena ci spingiamo ancora più all’interno verso una delle valli delimitata da contrafforti dolci e saliamo fino a Passo di Treia dove, immerso in una campagna silenziosa, c’è il Podere Catignano, ristorante agrituristico che fa parte dell’azienda agricola San Benedetto.

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