Dal Marocco approdiamo in Spagna

Con il deserto ancora nel corpo e dopo una ricca colazione partiamo alla volta di Nador, sul Mar Mediterraneo dove alle 22:00 dovremo imbarcarci per Almerìa, Spagna.


Le guide sono chiare fin da subito. Dobbiamo fare 650 km su strade piccole e brutte e non avremo tempo per fare molte foto o video. Lo stacanovismo mio e di Carlo è debilitato dai giorni passati ed accettiamo senza batter ciglio. E poi non possiamo permetterci di perdere la nave.


La giornata è uggiosa e il sole tra le dune è solo un vago ricordo. I primi 200km li percorriamo su strade molto buone all’interno di una valle verde e rigogliosa immersa in un canyon dalle montagne beige. Usciti dal canyon, iniziamo a salire di altitudine e ad un certo punto ci ritroviamo sulla destra il lago Hassa-Addakhil. Le sue acque azzurre contrastano meravigliosamente con il colore delle rocce circostanti. Decidiamo di cogliere l'occasione per fare una rapida sosta e immortalare in foto e video gli scroci dei dintorni. Dopo poco siamo però nuovamente in marcia, la strada ci chiama!


Dopo altri 100km la fame inizia a farsi sentire e così al primo paesino incontrato ci fermiamo. Saranno le ultime insalate e carni marocchine di questa bellissima esperienza. Come tradizione finiamo il pasto con un buon tè alla menta e nel giro di pochi minuti siamo di nuovo in macchina a guidare.


Il paesaggio in questa zona non è magnifico e la luce grigia del cielo non è d’aiuto.


Sono ormai quasi le 8 di sera, il sole è ormai calato e Nador è sempre più vicina. Ci fermiamo un’ultima volta per fare benzina e andare in bagno. Fa freddo. La natura è molto più vivace; si vede che il mare è sempre più vicino.


Arriviamo in città alle 9. Nador ha la rozzezza e la spavalderia della città di mare. La gente qui sembra molto diversa da tutta quella che abbiamo incontrato e conosciuto nei giorni precedenti. I vestiti e i tagli di capelli sono molto più occidentali. Si vede che la televisione europea è arrivata fin qui.


Ci mettiamo in fila al porto. La polizia perquisisce la macchina, ma fa solo tanto rumore. I controlli sono sommari e molto poco coordinati.
Passaporti bollati, auto controllata, biglietto stampato. Il traghetto sta ormai salpando, ci guardiamo indietro per un ultimo saluto al Marocco, ormai il vecchio continente ci attende.

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