Chi ha la patente B delle auto, se commette una violazione in bici non ha penalità per la licenza di guida

Lo ha confermato la Cassazione: chi ha la patente B delle auto, se viola in modo grave il Codice della Strada in bici, non subisce il taglio di punti sulla licenza di guida. La sentenza 47589/2017 pone fine a un'annosa questione, nata nel 2003, quando è sbarcata la patente a punti in Italia. L'esempio più semplice è quello dell'automobilista, titolare di patente, che in sella a una bici attraversa un incrocio col semaforo rosso e viene fermato dal Vigile: la multa è di 162 euro. Se invece lo stesso soggetto fosse sanzionato alla guida di un'auto, il verbale sarebbe di 162 euro più la sottrazione di 6 punti della patente; e se, nel biennio, prendesse 2 multe per passaggio col rosso, scatterebbe la sospensione della patente da uno a 3 mesi (vedi semaforo rosso, tolleranza zero).


Parola ai giudici


La Cassazione si è occupata infatti del caso di un automobilista alla guida dell'auto col foglio rosa: documento rilasciato dal giorno successivo al superamento dell'esame di teoria, per fare esperienza al volante con un esperto accanto, e valido 6 mesi. Secondo i giudici, "non può essere applicata la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, che discenda per legge da illeciti posti in essere con violazione delle norme sulla circolazione stradale, a chi li abbia commessi conducendo veicoli per la cui guida non sia richiesta alcuna abilitazione o, se richiesta, non sia stata mai conseguita". Di conseguenza, chi va in bici e commette infrazioni pagherà le multe ma non si vedrà tagliare punti e non subirà la sospensione della patente. Analogamente, chi ha il Foglio Rosa riceverà verbali con ammende ma la futura patente sarà intonsa: né decurtazione di punteggio né sospensione.


I doveri del ciclista


Al di là della sentenza della Cassazione e del no al taglio di punti-patente, il ciclista (utente debole della strada, cui gli automobilisti devono fare molta attenzione) ha comunque una lunga serie di doveri: li stabilisce l'articolo 182 del Codice della Strada. In particolare, i ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell'altro. Inoltre, devono avere libero l'uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano; ed essere in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a sé, ai due lati e compiere con la massima libertà, prontezza e facilità le manovre necessarie. Per chi sgarra, previste diverse multe, senza taglio di punti-patente.