Una sentenza cambia le carte in tavola: gli autovelox dinamici vanno segnalati

Contrordine: se la multa arriva a casa, lo Scout Speed non annunciato da un segnale non è valido. Lo ha deciso il Tribunale di Belluno, con sentenza 535/2017. Per capire meglio il caos formatosi attorno a questo strumento, vediamo di che si parla. Partiamo dal dispositivo: è un autovelox a bordo di un’auto delle Forze dell’ordine in movimento; viene piazzato sul parabrezza, sotto lo specchietto retrovisore centrale. E quindi viene definito autovelox dinamico, o apparecchio per controlli della velocità in modalità dinamica. Si differenzia dagli altri strumenti, fissi o mobili, ma comunque fermi in un posto. La regola generale, almeno prima della sentenza, era questa: un autovelox può funzionare solo se ci sono cartelli di preavviso, con la scritta “controllo elettronico della velocità”. Invece, lo Scout Speed può funzionare anche in assenza di segnali di preavviso, in base al decreto ministeriale 139 del 2007. Ed è un autovelox bidirezionale: fa foto davanti e dietro all’auto.


Rivoluzione


Stando alla sentenza di Belluno, se la Polizia invia la multa a casa del proprietario dell’auto, senza fermarlo, i controlli di velocità effettuati con apparecchi installati a bordo di pattuglie in movimento devono essere segnalati come avviene con i normali autovelox, posizionati a bordo strada. Una decisione sullo Scout Speed che apre la strada a una valanga di ricorsi. Opponendosi al Prefetto, gratuitamente, entro 60 giorni dalla notifica della multa, il rischio però è di pagare il doppio della multa in caso di sconfitta; rivolgendosi al Giudice di Pace entro 30 giorni, invece, si paga una tassa sul ricorso di 43 euro, e perdendo l’ammenda viene di solito confermata. Per saperne di più basta seguire la nostra guida “Multe, numeri e giorni giusti per fare ricorso”. La sentenza del Tribunale di Belluno conferma il pronunciamento di un Giudice di Pace della stessa città, contro un verbale elevato dalla Polizia Locale di Feltre: entrambi parlano della necessità di “adeguata segnaletica di controllo elettronico”.


Vince il Codice della Strada, secondo il Tribunale


Ci sarebbe un contrasto tra norme di rango differente: quella che esonera i dispositivi di rilevamento della velocità posizionati a bordo dei veicoli dalla preventiva segnalazione obbligatoria è, infatti, contenuta nel decreto ministeriale numero 282 del 2017. Ma a prevalere è, secondo il Tribunale di Belluno, l’articolo 142, comma 6-bis del Codice della Strada che ''obbliga alla preventiva segnalazione tutte le postazioni di controllo”. Una fonte subordinata non può derogare alle previsioni del Codice della Strada, dice la sentenza. Per effettuare correttamente le operazioni di controllo possono essere facilmente impiegate, chiarisce il Tribunale, delle modalità di avvertimento come i segnali stradali luminosi a messaggio variabile, installabili sulle pattuglie.


Contestazione immediata, multa valida


Diverso, invece, è il caso di utilizzo dello Scout Speed da parte di una pattuglia che poi procede al fermo del trasgressore: per il Tribunale di Belluno, non è necessario preavvertire i conducenti, mediante segnalazione preventiva e ben visibile, dell'utilizzo della postazione mobile di controllo. Con la contestazione immediata dell’infrazione, il verbale è valido e da pagare. Infine, secondo il Tribunale, gli stessi apparecchi possono essere lecitamente impiegati a bordo dei veicoli in borghese e senza avvisi esterni per effettuare altre operazioni di verifica, come il controllo della Rc auto obbligatoria o della revisione periodica obbligatoria. A conferma di quanto già si sapeva: se assicurazione auto e revisione sono scadute, le multe con la telecamera sono lecite.