Il parco circolante però resta anziano con un 22% che ha più di 16 anni. Tra i Gruppi bene PSA e Volkswagen, meno FCA

Quest’anno in Italia il mercato auto tornerà ai livelli pre-crisi. Con i dati positivi di ottobre (157.900 targhe, per una crescita del 7,1%) si stima che le auto nuove del 2017 saranno circa due milioni. L’attenzione però si sposta sempre di più verso la “tipologia” di auto in circolazione, perché l’inquinamento è un dato di fatto contro cui si sta combattendo su vari fronti e l’auto deve fare la sua parte. Il Centro Studi e Statistiche UNRAE fa notare che su un parco realmente circolante di 36,4 milioni di vetture (a dicembre 2016) ci sono 1,6 milioni di vetture ante direttiva Euro (cioè l’epoca della marmitta catalitica sui motori a combustione interna e immatricolati prima del 1993). Nel dettaglio ci sono 2,2 milioni di auto Euro 1 e 4,3 milioni di Euro 2, per un totale di 8,1 milioni di vetture ante Euro 3, cioè immatricolate prima del 2001, quindi con oltre 16 anni di vita (il 22% del parco realmente circolante). Al momento, la velocità di uscita dal parco di queste vetture è molto lenta, mentre gli Euro 6 hanno consentito una riduzione nelle emissioni medio ponderate di CO2 delle auto nuove di circa 4,5 g/km; in pratica ci saranno circa 126.000 tonnellate di CO2 risparmiate nel 2017 rispetto a 3 anni fa. Ma vediamo meglio com'è andato il mercato auto ad ottobre.

I privati tornano a comprare

Dopo due mesi di flessione, ad ottobre il canale privati è tornato a crescere (+4%) con 92.707 vendite, ma, crescendo meno del mercato, si ritrova a perdere quasi 2 punti percentuali di rappresentatività rispetto allo scorso anno, attestandosi sul 58% di quota. Continua infatti ad andare bene il noleggio, sia nel breve (+10,6%) che nel lungo termine (+13,8%). Le società, infine, con 37.385 immatricolazioni, vedono una crescita del 10,1%.

Le ibride sono inarrestabili

Le motorizzazioni ibride sono sempre più richieste (+90,1%) e ad ottobre anche il GPL ha fatto un balzo in avanti di due cifre (+30,9%). L’auto elettrica ha raddoppiato i volumi (+50,7%), ma parliamo sempre di numeri esigui, mentre le diesel (+0,9%) e le auto metano (+0,9%) sono rimaste stabili. I motori a benzina sono invece cresciuti dell’8,1%.

L’usato performa sempre bene

Il mercato dell’usato continua a godere di ottima salute. Ad ottobre ci sono stati 421.527 passaggi di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), ovvero sono aumentati del 2,9% rispetto all’anno scorso.

Gruppi e marche: chi è salito e chi è sceso

Nonostante i buoni numeri complessivi, tra i grandi gruppi ad ottobre ci sono state diverse flessioni. Il Gruppo Fiat ha ceduto lo 0,85% con cali significativi di Ferrari (-18,18%), Fiat (-4,39%) e Lancia/Chrysler (-17,6%) che sono stati mitigati dall’ottima performance di Jeep/Dodge (+47,22%) e Alfa Romeo (+10,27%) - grazie a modelli come la nuova Compass o la Stelvio - e a Maserati che è rimasta sostanzialmente stabile (-0,4%). In leggera flessione anche Ford (-0,47%), mentre hanno perso quota il Gruppo BMW (-10,71%) e Nissan (-5,75%). Sono cresciute invece a doppia cifra le francesi PSA (+18,36%) e Renault (+32,9%), così come Toyota (+21,51%) - sostenuta dall’ibrido - e altre case, tra cui spicca Suzuki, che ad ottobre ha fatto un balzo in avanti del 39,48%. Merito principalmente della Ignis, che sta riscuotendo un buon successo anche grazie alla versione ibrida.

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