Il 6.2 è stato potenziato ulteriormente grazie ad un nuovo compressore volumetrico. La carrozzeria è in fibra di carbonio

Effettuate una ricerca su Google digitando engine swap ed entrerete all’interno di un mondo parallelo, in cui vetture insospettabili ricevono motori provenienti da ultra-sportive. Il fenomeno è talmente ampio che Google trova quasi 7 milioni di link digitando engine swap, espressione che letteralmente significa scambio di motore, dove lo scambio avviene fra il motore originale dell’auto e uno più potente o facile da modificare. Un esempio perfetto di engine swap era esposto al SEMA di Las Vegas, la principale rassegna al mondo dedicata al mondo delle tuning e delle elaborazioni, dove l’officina statunitense Ringbrothers ha “trapiantato” il motore V8 6.2 di una Dodge Challenger Hellcat all’interno di una AMC Javelin AMX, sportiva del 1968 rimessa per l’occasione in gran forma.


Ringbrothers ha realizzato l’auto per conto della Prestone, un produttore di olii e lubrificanti che in questo modo si è voluto fa notare agli appassionati del genere. Il V8 6.2 è lo stesso delle Dodge Challenger Hellcat e Charger Hellcat, dove sviluppa 717 CV, anche se l’adozione di un compressore volumetrico maggiorato fa schizzare la potenza complessiva a oltre 1.100 CV. La Ringbrothers ha modificato l’auto ribassando l’assetto, piazzando gli scarichi sotto le portiere e ridisegnando il frontale, dove ora si trovano nuove appendici aerodinamiche e un cofano più arcuato, indispensabile per contenere il nuovo motore. La carrozzeria è realizzata per la gran parte in fibra di carbonio, come si vede nella zona dei montanti e del tetto. Il colore scelto non poteva che essere il giallo Jalop tipico della Prestone.

Fotogallery: AMC Javelin AMX, 1.100 CV grazie alla Dodge Challenger Hellcat