Per i test è stata utilizzata una Renault Zoe sviluppata nei laboratori della Silicon Valley

Nato nel 2011 il Renault Open Innovation Lab della Silicon Valley, parte di una rete di laboratori di ricerca e sviluppo della Losanga, da 6 anni si focalizza su 3 punti principali: servizi di connettività, nuovi modelli di business e guida autonoma. Proprio quest’ultimo tema è più che mai di attualità, con tutti i più grandi costruttori mondiali intenti a sviluppare sistemi che permettano al guidatore di lasciare volante e pedali, potendo così rilassarsi e lasciando che a gestire il tutto sia l’auto. Per farlo naturalmente ci vogliono tecnologie in grado di agire con la stessa prontezza e velocità di un essere umano. Esattamente come fatto dal sistema di evitamento ostacoli sviluppato da Renault, capace di agire meglio rispetto a piloti professionisti.


Così la Renault Zoe a guida autonoma (ribattezzata Callie dai suoi progettisti), nata grazie a ricerche condotte dal Dynamic Design Lab dell'Università di Stanford, riesce a schivare praticamente ogni tipo di ostacolo, sia statico o in movimento. Tutto questo grazie ai numerosi sensori affogati nella carrozzeria e sul parabrezza e agli insegnamenti di piloti professionisti. La speciale Zoe infatti è stata in grado di apprendere i “trucchi del mestiere” e metterli in pratica nel momento del bisogno. “I nostri sforzi di innovazione mirano allo sviluppo di tecnologie avanzate di guida autonome delle quali i nostri clienti possono fidarsi, così da viaggiare in maniera più sicura e più confortevole” ha commentato Simon Hougard, direttore del Renault Open Innovation Lab – Silicon Valley. Tecnologie che troveranno spazio su auto di serie dell’alleanza Renault-Nissan, il cui scopo è quello di lanciare 15 modelli con differenti livelli di guida autonoma a partire dal 2022.



La guida autonoma di Renault per evitare gli ostacoli




Il sistema di evitamento ostacoli montato su una Renault Zoe agisce con la stessa prontezza e velocità di un pilota professionista

Renault, la guida autonoma veloce come un pilota professionista

Foto di: Massimo Grassi