Il Mauto archivia un buon 2017 e guarda all'estero per cercare nuovi visitatori

Immaginate se il direttore di un grande museo italiano togliesse per qualche giorno un capolavoro dall'esposizione e in sua compagnia si recasse a una mostra all'estero, magari facendolo vedere in un luogo poco adatto o persino umido. Il tutto per il bene del museo, non certo per sua gloria personale. Le reazioni sono facili da immaginare. Per fortuna gli amanti delle auto non sono rigidi come altri appassionati di cultura e hanno accolto con entusiasmo la scelta di Rodolfo Gaffino Rossi e Benedetto Camerana, direttore e presidente del Museo dell'Automobile di Torino (Mauto), che hanno portato in Inghilterra una vettura fra le più ricche di storia in esposizione e l'hanno iscritta alla prestigiosa gara per auto d'epoca Londra-Brighton, disputata su strade aperte al traffico e per di più sotto la pioggia, dove la Peugeot Tipo 3 del 1892 (la prima auto circolante in Italia) ha ottenuto il primo premio in entrambe le categorie del Concorso d’Eleganza.


Una rete con altri 4 musei per richiamare nuovi visitatori


La scelta di Gaffino Rossi e Camerana può sembrare all’apparenza poco ortodossa, ma rientra all'interno di una precisa strategia per aumentare la popolarità all'estero del Museo e farlo conoscere a un maggior numero di persone. I numeri, del resto, sono dalla loro parte: i visitatori previsti nel Mauto a fine 2017 saranno 210.000 (+ 10% rispetto al 2015) e il 70% arriverà dall'estero. Questi numeri premiano le strategie di Gaffino Rossi e danno nuovo slancio al museo, che si appresta ad entrare in una fase della sua storia ancora più ricca e stimolante: come annunciato durante una conferenza stampa, il Mauto proverà ad autofinanziarsi tramite il restauro di auto storiche ed entrerà nel circuito formato da quattro musei analoghi in Europa, che metteranno a disposizione i rispettivi gioielli per farsi e farli conoscere da altre persone. Gli altri musei sono della rete sono il National Motor Museum di Beaulieu (Regno Unito), il Citè de l’Automobile di Mulhouse (Francia), l’Autoworld Museum di Bruxelles (Belgio) e il Louwman Museum di L’Aia (Paesi Bassi).


L'autofinanziamento passa dal restauro di gioielli d'epoca


Oltre a quello divulgativo, l'altro grande filone a cui il Mauto si dedicherà nel 2018 è la ricerca di nuovi finanziamenti (il Mauro è un museo misto pubblico/privato) attraverso il Centro di Restauro, un grande salone all’interno del Museo in cui artigiani specializzati restaurano e rimettono in forma vetture con qualche primavera sulle spalle. Il Mauto ha assunto due nuovi esperti e stretto accordi con 5 aziende, a partire dalla Pininfarina (per le carrozzerie) fino alla Sabelt (per i sedili), in cui mandare a far esperienza i lavoratori che vogliono formarsi in questo ambito. Camerana ha spiegato che in Italia sono pochi i centri del genere, quindi i proprietari di auto fino al 1930 devono rivolgersi ad artigiani soprattutto inglesi per lavori di questo tipo. Il settore però è molto redditizio e il Mauto intende cavalcarlo per aumentare le sue entrare economiche, mai sufficienti per gestire una collezione di 200 veicoli e far fronte ai costi del personale e della struttura, aggiornata fra il 2007 e il 2011 e composta da 30 sezioni interne.

Fotogallery: Museo dell'Auto di Torino, visitatori in crescita e più risorse al Centro di Restauro