Se non si rispettano le regole, avverte i genitori o, addirittura, non ti fa partire

Chi beve non guida. Ce lo dovrebbe dire il buon senso, lo dice la legge e in un futuro prossimo anche la macchina. Come questa Seat Leon Cristobal che impone di fatto la sobrietà a chi siete al posto guida per combattere una delle principali cause degli incidenti stradali. Specialmente fra gli automobilisti più giovani.


Un nome, una missione


Il nome Cristobal scelto per questa Seat presentata a Barcellona nell’ambito del Smart City Expo è un omaggio a San Cristoforo, patrono e protettore dei guidatori. E si tratta di una concept car, all’apparenza identica ad una qualsiasi altra Leon. Le sue specialità non si vedono e si rivolgono soprattutto ai genitori (quelli più tecnologici) di ragazze e ragazzi neopatentati. Un’evoluzione della specie (automobilistica) che potrebbe rendere le madri e i padri più apprensivi ben disposti nel far uscire i figli in macchina con un’avvertenza: Cristobal è sempre con voi. Ed è pronto a far la “spia” riportando l’attenzione sui limiti di velocità, la strada percorsa e quello che si beve…


Tecnologie concrete


Sono in totale 15 i sistemi di assistenza alla guida attivi e passivi il cui obiettivo è di limitare le principali cause di incidenti, come distrazione, eccessi di velocità e di alcool ingerito. Tutti fattori riconducibili all’80% circa degli incidenti stradali. A cominciare dal già citato controllo sullo stato di sobrietà del guidatore. Si chiama Drive lock ed è praticamente un etilometro incorporato che blocca l’accensione del veicolo in caso di risultato positivo. Ma non solo, un altro sistema a cui prestare attenzione è il Mentor: un’applicazione che dà la possibilità al possessore dell’auto di controllare la velocità massima e di localizzare il veicolo. In pratica, si può settare un limite di velocità e se chi guida lo supera, Cristobal segnalerà la trasgressione inviando delle notifiche ai genitori. Come un grande fratello, ma a fin di bene.

Seat Leon Cristobal, l’auto a prova di "bravata"

Foto di: Giulia Paganoni