Linee semplici come in passato e un approccio orientato al conducente

Un’auto condivisa, che assiste il conducente nella gestione della sua agenda comodamente dal display della plancia e che sia, allo stesso tempo, ecosostenibile. A Martorell, quartier generale di Seat che ha sede nella regione catalana (in questi giorni sotto i riflettori dei media a causa dei venti indipendentisti che potrebbero portare possibili cambiamenti anche per l’azienda automobilistica), la tecnologia è l’epicentro della mobilità del futuro.


Autonomia e coordinamento con i tedeschi


Attenzione, però, a parlare di auto futuristiche dal design estremo: l’obiettivo è quello di creare una maggiore connessione tra il cliente e l’automobile, senza però rinunciare al design distintivo e caratterizzante che, negli anni, ha fatto la storia del piccolo marchio che fa capo al gruppo Volkswagen. "Abbiamo incentrato il nostro lavoro su una grande sfida - ha detto Daniel Hervas, coordinatore del design degli interni di Seat e docente universitario alla facoltà di design a Barcellona - : coniugare la purezza di stile degli anni passati, con linee semplici e ben definite, come si può osservare nelle nostre auto del passato, con la tecnologia che abbiamo a disposizione". La sfida non è certamente semplice ma in Seat hanno le idee chiare e soprattutto massima libertà di muoversi: "Facciamo parte di una piccola realtà all’interno di un grosso gruppo come Volkswagen ma abbiamo una struttura organizzativa molto snella che ci permette di prendere decisione e avviare progetti in maniera rapida. Da Wolfsburg ci lasciano massima indipendenza per lo sviluppo delle nostre soluzioni ma ovviamente c’è una costruttiva condivisione di visioni e progetti", ha precisato Fabian Simmer, digital officer di Seat.


Nella plancia "regna" il digital cockpit


Quello che andremo a vedere sulle Seat, nei prossimi anni, è una sorta di digital cockpit che è stato mostrato lo scorso Mobile World Congress dal marchio e che sarà svelato in una sua evoluzione al prossimo appuntamento con il salone dedicato alla tecnologia. "Ci basiamo su un’esperienza connessa grazie anche all’uso di una tecnologia che sia intuitiva. Il display, così come abbiamo fatto a partire da Arona, deve rappresentare una sorta di finestra esperienziale per il conducente", hanno aggiunto dal team del design di Martorell.


Connessa e condivisa


La tecnologia passa anche, però, per alcuni progetti-pilota che il marchio ha avviato in fase sperimentale nella regione catalana e che, a breve, saranno implementati sulle auto per l’uso quotidiano. La casa spagnola sarà infatti la prima in Europa ad integrare nei propri modelli il servizio vocale interattivo Amazon Alexa, una sorta di assistente personale che sarà disponibile su Ateca e Leon da fine anno e su Ibiza e Arona a partire dal 2018. Con questo dispositivo il conducente, grazie ai comandi vocali, potrà gestire - mentre è al volante - la propria agenda, ascoltare la sua playlist preferita, localizzare i punti di interesse e informare sulle notizie di cronaca ma anche cercare un ristorante oppure un museo. "L’altro progetto in cantiere - ha spiegato ancora Simmer - riguarda una flotta di Mii elettriche che sono utilizzate dai nostri dipendenti del Metropolis hub al porto di Barcellona. Si tratta di una sorta di trip-sharing dove anche la condivisione dell’auto viene ottimizzata in base agli spostamenti dei singoli, al traffico e alla esigenze in modo da creare una mobilità virtuosa e senza falle nel sistema".

Seat punta sul digital cockpit per il futuro ma lo stile è retrò