L'ultimo dei 918 esemplari esce dalla fabbrica ed entra nell'olimpo delle hypercar più evolute di sempre

Come tutti i bei sogni anche quello della Porsche 918 Spyder è finito, interrotto sulla linea produttiva di Zuffenhausen con l'esemplare numero 918 completato sabato scorso. A meno di due anni dal lancio commerciale e a pochi giorni dal trionfo della Porsche 919 Hybrid a Le Mans si chiude la carriera di una delle hypercar più sofisticate di sempre, un'ibrida plug-in scoperta con motore V8 e due elettromotori per un totale di 887 CV. Il livello tecnologico raggiunto dalla 918 Spyder è stato avvicinato solo da LaFerrari e McLaren P1, prodotte però in numeri più piccoli, rispettivamente di 499 e 375 esemplari. La 918 Spyder, con la sua produzione limitata, diventa così un'altra Porsche per collezionisti veri, come già accaduto per le 1.270 Carrera GT, le 25 stradali 911 GT1 e le 337 Porsche 959.


La Casa tedesca ci tiene però a precisare che le conoscenze e le esperienze acquisite con la 918 Spyder saranno riversate sulla futura produzione delle sportive Porsche, con il richiamo a "benefici diretti" che conferma indirettamente l'arrivo di una 911 ibrida. Il principio base della 918 Spyder è quello di utilizzare lo schema ibrido plug-in per aumentare le prestazioni, ridurre consumi ed emissioni e far gestire il tutto ad un controllo elettronico intelligente che rigenera l'energia in frenata e la distribuisce alle quattro ruote motrici. Altre importanti eredità della 918 Spyder sono poi nei metodi produttivi come ad esempio l'utilizzo di avvitatori elettrici wireless con controllo Bluetooth e il carrello elevatore per una posizione più ergonomica di lavoro sull'assemblaggio.

Porsche sfida Ferrari con l’8 cilindri

Foto di: Fabio Gemelli