L'obiettivo è svecchiare il parco auto circolante e renderlo più ecologico

Mercato auto nuove: ci avviciniamo alla fine dell’anno ed è tempo di bilanci. Da gennaio a ottobre in Europa le immatricolazioni sono state 13.234.599, il 3,8% in più dello stesso periodo del 2016, mentre l’Italia fa segnare un +8,9%. Il dato è incoraggiante, ma non abbastanza. Ci sono molti aspetti che meritano di essere approfonditi, come ad esempio l'elevata età media del parco circolante, la vendita delle auto a basso impatto ambientale (e delle elettriche in particolare) e la grande rimonta del noleggio  a breve e lungo termine a discapito dell'acquisto di auto private. Per capire quali siano le prospettive nel nostro Paese in termini di vendite, abbiamo parlato con Romano Valente, direttore generale dell'UNRAE, l'Associazione delle Case automobilistiche estere, che al Governo non chiede incentivi, ma interventi struttuali che diano nuova linfa al mercato.


OmniAuto.it: Per il nostro Paese, possiamo parlare di buoni risultati?
Romano Valente: “Sì ed è anche un'opportunità: l’Italia è alle prese con un rinnovamento del parco circolante che procede ancora troppo lentamente. Secondo un’analisi sviluppata dal nostro Centro studi e statistiche, la velocità di uscita dal parco delle vetture più vecchie è troppo lenta: 10 anni per smaltire le Euro 2, davvero tanto tempo, si sale perfino a 25 anni per eliminare le Euro 1 e addirittura a 32 anni per le Euro 0, quelle realmente circolanti stimate dall'UNRAE sono 1.600.000 auto immatricolate prima del 1993, con oltre 24 anni di vita, si torna all’epoca della marmitta catalitica. Di queste cosidette Euro 0 (ndr l'Euro 0 tecnicamente non esiste, si tratta più propriamente di vetture 'ante direttiva Euro'), ne escono come radiate solo 50.000 l’anno. Occorrono provvedimenti incisivi”.


OmniAuto.it: Come si può stimolare il fenomeno?
Romano Valente: “L’UNRAE chiede ai decisori locali e nazionali di assumere provvedimenti idonei a conseguire la sostituzione dei veicoli obsoleti, meno sicuri e più inquinanti. In particolare, raccomandiamo interventi strutturali e leve fiscali funzionali. In ottica di neutralità tecnologica”.


OmniAuto.it: Interventi strutturali: cioè?
Romano Valente: “Per interventi strutturali intendiamo misure che siano articolate in un arco temporale abbastanza lungo da consentire un assestamento del mercato. Cosa che invece non accade se l’arco temporale degli interventi è troppo breve: in questo caso, si innesca un anticipo della domanda con un calo successivo del mercato. È quanto ci aspettiamo accada nel 2018: l’anno scorso, il super ammortamento della Legge di Stabilità 2017 ha certamente contribuito ad innalzare la domanda; l’anno prossimo, se non verrà confermato con la Legge di Bilancio 2018, assisteremo ad un calo della stessa”.


OmniAuto.it: Può specificare? Interventi strutturali per un periodo lungo quanto?
Romano Valente: “Anche senza fine. Perché il tempo di assestamento deve essere ragionevolmente lungo. O almeno il Governo potrebbe preparare una exit strategy progressiva, che consenta di raccordarsi con la normalità”.


OmniAuto.it: Come funzionato il super ammortamento sul finire del 2017?
Romano Valente: “La Legge di Bilancio 2017 consente a tutti gli ordini raccolti entro il 31 dicembre 2017, per i quali sia stata versata una caparra del 20%, di essere immatricolati nella prima metà del 2018. Pertanto, senza il rinnovo del super ammortamento, nella seconda metà del 2018 la domanda scenderà. Un calo che si potrebbe evitare con diretto beneficio sulla velocità di rinnovo del parco circolante”.


OmniAuto.it: Chiedete anche “leve fiscali funzionali”: che cosa in particolare, oltre al super ammortamento?
Romano Valente: “Ci sono tante aree che possono essere esplorate. Desidero essere chiaro: niente incentivi, non è quello che vogliamo. Abbiamo tutti capito che gli incentivi sono una droga per il mercato. Invece si potrebbero aiutare i cittadini consentendo la detraibilità di parte dei costi di acquisto delle auto, secondo un meccanismo già sperimentato con successo nella ristrutturazione delle abitazioni. Pensiamo poi ad altre forme di agevolazione, come il parcheggio gratuito su strisce blu e l’accesso ai centri delle città”.


OmniAuto.it: “Neutralità tecnologica”: esattamente che cosa intendete?
Romano Valente: “Interventi strutturali e leve fiscali funzionali devono essere premianti e senza discriminazioni qualunque tecnologia consegua l’obiettivo di emissioni ridotte. Includendo, quindi, anche le motorizzazioni Euro 6. L’UNRAE è contro le agevolazioni per tecnologie specifiche, siamo per la neutralità tecnologica. Più precisamente ad introdurre la neutralità tecnologica è stato il COP21, la 21esima Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici, cui hanno partecipato 195 paesi nel mondo, giusto due anni fa a Parigi per un accordo a 'contenere, a partire dal 2020, l’aumento della temperatura media globale entro 2°C in più rispetto ai livelli pre-industriali'. Neutralità tecnologia significa che quel livello di emissioni può e deve essere raggiunto indipendentemente da quale tecnologia si usi. Quindi, con motori a combustione benzina o diesel, oppure metano, GPL, elettrici, ibridi, ibridi plug-in o idrogeno”.


OmniAuto.it: Strategia energetica del Governo: lo condividete?
Romano Valente: “Sì. UNRAE ha contribuito alla redazione della Strategia energetica nazionale. Supportiamo a pieno la strategia, e siamo disposti a dare un contributo di idee e di esperienza per realizzare il percorso”.


OmniAuto.it: E se il Governo non adottasse i provvedimenti da voi auspicati?
Romano Valente: “Ci sono disposizioni europee da rispettare. Cito in particolare il raggiungimento dei 95 grammi/chilometro di CO2 da rispettare entro il 2021, da ridurre entro il 2025 e poi ancora di più entro il 2030. Per il 2050 ci sono il piano ‘Zero emission’ e quello ‘Zero incidenti’ (‘Zero casualties for road’). Tutto questo dà luogo a un percorso obbligato per ottenere i target individuati: per poter essere completamente rispettosa dell’ambiente e dell’uomo, la mobilità del futuro sarà inevitabilmente elettrica, condivisa, connessa e autonoma. Il tempo stringe e urgono provvedimenti. Il tempo non è scandito dalle Case né dal Governo, ma dall’Europa, la quale si aspetta che l’Italia si muova”.


OmniAuto.it: Allora approfondiamo: com’è messa l’Italia in fatto di auto elettriche?
Romano Valente: “L’Europa impone obiettivi precisi. L’Italia, rispetto al resto del Vecchio Continente, è molto indietro. Sono contesti diversi, ma in Cina in 6 mesi del 2017 si sono vendute 120.000 auto elettriche, 50.000 negli Stati Uniti. In Europa, in due mercati principali, ossia Germania e Gran Bretagna, fra 10.000 e 12.000. In Italia, in 6 mesi, 1.136. Lo scenario che si prefigura è questo: per lavoro e soprattutto per turismo, gli automobilisti dei Paesi confinanti con l’Italia arriveranno nel nostro Paese con la loro auto elettrica. Si aspetteranno di trovare infrastrutture, stazioni di ricarica, colonnine elettriche, officine attressate per la riparazione di auto elettriche e la loro manutenzione. Se l’Italia non avrà preparato un tragitto per accogliere quanti verranno nel nostro Paese con l’auto elettrica, perderemo una fetta di turismo importante. Un danno economico e d’immagine per l’Italia”.