Vecchi autobus da sostituire e colonnine elettriche da installare, ma per gli ambientalisti è poco

In Germania la lotta contro l'inquinamento generato dai motori diesel sembra procedere su due binari differenti, da un lato il supporto all'industria automotive tedesca e alle sue richieste di posticipare i termini di legge per la riduzione delle emissioni nocive, dall'altro l'iniziativa del governo federale a favore delle varie municipalità, nella fattispecie l'erogazione di un miliardo di euro di fondi per diversi interventi anche se molte associazioni ambientaliste lo reputano un palliativo. La Germania, del resto, ancora non rispetta i limiti introdotti dall'Unione Europea nel 2010 con il provvedimento Clean Air, considerando che almeno 90 città – incluse Monaco e Stoccarda – rischiano penalità per essere costantemente sopra i limiti di biossido di azoto previsti.


Questi fondi federali erano attesi da settembre, ovvero da quando era stato approvato il piano di investimenti pubblici che riguardano argomenti come la gestione digitale del traffico, la sostituzione degli autobus diesel con modelli a zero emissioni e la creazione di nuove reti di ricarica elettriche. Un miliardo di euro, come detto, che la Deutsche Umwelthilfe – il maggiore ente ambientale no profit tedesco – ritiene insufficiente per avere dei risultati tangibili nel 2018 e tantomeno nel 2019. Un problema che il Cancelliere Angela Merkel sembra conoscere bene, visto che pochi giorni fa ha incontrato per la seconda volta in tre mesi sindaci e governatori tedeschi, confermando che nei prossimi anni sarà necessario sviluppare altri progetti per effettuare un netto cambio di marcia verso un sistema di trasporti più efficienti.