Il powetrain potrebbe derivare da quello della Chrysler Pacifica oppure essere totalmente inedito

Dieci anni, tanto è passato tra una generazione della Jeep Wrangler e un'altra, sin dal 1987, anno in cui ha sostituito la mitica CJ, parente ultima dell'altrettanto leggendaria Wyllis protagonista della Seconda Guerra Mondiale. Già questa sua spiccata longevità, in un mercato che abitualmente sostituisce le auto ogni sei al massimo sette anni, dice molto sul suo status di icona di veicolo a sé stante nell'universo automotive, un po' come era la Land Rover Defender prima che in Inghilterra decidessero di interrompere la sua produzione senza (finora) dargli un'erede. Si potrebbe disquisire sulla diversa storia industriale delle due vetture, visto che l'americana è stata aggiornata molto di più nel corso dei decenni rispetto alla britannica, ma oggi guardiamo al presente e al futuro.


La 500 d'America


E nel futuro della Jeep Wrangler c'è anche una motorizzazione ibrida, una scelta praticamente obbligata per raggiungere gli obiettivi di emissioni di CO2 ma anche un passo importantissimo per il Gruppo FCA che finora ha un solo veicolo ibrido in gamma, ovvero la Chrysler Pacifica e un altro elettrico, cioè la famigerata e anti-economica (Marchionne dixit) Fiat 500e confinata al mercato americano. Proprio come la 500, sebbene con tutte le dovute differenze del caso, la Wrangler è un monumento della storia dell'automobilismo, in particolar modo di quello a stelle e strisce. Per questo motivo, dotarla di una motorizzazione ibrida plug-in è una scelta sì coraggiosa, ma anche molto rischiosa, perché quando si modificano le certezze di milioni di appassionati c'è sempre qualcuno che potrebbe storcere il naso.


Powretrain ibrido plug-in


Ad ogni modo non se ne parla prima del 2020, come ha confermato il boss di Jeep Mike Manley durante la presentazione al Salone di Los Angeles. E' sicuramente presto per parlare di tecnica ma verosimilmente la base di partenza sarebbe il 3.6 V6 della Pacifica plug-in hybrid, magari ringalluzzito con due motori elettrici da 16 kWh e alimentato da un pacco batterie agli ioni di litio. Ovviamente il Gruppo FCA potrebbe anche sviluppare una soluzione totalmente diversa, tenendo anche conto delle esigenze di un mezzo votato all'off-road estremo come la Wrangler. In ogni caso, si tratta di un segnale positivo da parte del gruppo italo-americano, come lo è la conferma del 3.0 V6 Diesel da 260 CV che sottintende la risoluzione dei problemi relativi all'omologazione avuti con l'EPA. Anche perché negli USA di vendono quasi 200.000 Wrangler all'anno e FCA on può permettersi errori.

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