Nei prossimi anni la UE supervisionerà i cicli di omologazione e potrà multare le Case che proveranno a barare

Che il dieselgate abbia rappresentato uno spartiacque epocale per il mondo dell’auto è cosa innegabile e l’onda lunga non accenna a scomparire. Anzi: a più di 2 anni dallo scoppio dello scandalo sulle emissioni truccate continuano le iniziative per ridurre al minimo il rischio di nuovi imbrogli. Proprio in questa direzione si muove la decisione del Parlamento Europeo in tema di controllo delle emissioni: in futuro sarà la stessa Unione Europea a supervisionare i cicli di omologazione auto, compito che attualmente spetta ai differenti organismi nazionali. Una decisione che, com’era prevedibile, non ha mancato di suscitare più di qualche protesta. Secondo quanto riportato dalla Reuters infatti Germania e Italia si sarebbero opposte, senza però avere successo.


Addio quindi all’attuale sistema di omologazione, causa di lotte tra i singoli stati: dal 2020 l’Unione Europea controllerà i diversi modelli sia prima sia dopo l’omologazione. Tutto questo per evitare nuovi casi dieselgate e per intervenire in maniera più decisa su tutte quelle Case che non dovessero rispettare le norme antinquinamento. Tutti i controlli quindi saranno gestiti direttamente dall’Unione, che potrà controllare i diversi software di gestione dell’auto. L’Unione Europea potrà poi effettuare controlli a campione su modelli già in vendita e multare la Casa in caso di valori sballati (anche 30.000 euro per ogni singolo veicolo fuori legge).