Giro di vite per chi si distrae e obbligo di “avviso” elettronico per salvare i bambini

La Legge di Bilancio 2018 può rivoluzionare il Codice della Strada, proprio come OmniAuto.it aveva annunciato qui: la Commissione trasporti della Camera ha approvato diversi emendamenti sulla sicurezza stradale. Parliamo di due proposte di modifica a un disegno legge; pertanto occorre che le norme vengano approvate, inclusi gli emendamenti: se ne saprà di più nelle prossime settimane. La prima novità riguarda l’uso illegale dello smartphone in auto, causa di distrazioni e incidenti; un allarme che riguarda soprattutto i giovani. Oggi, per chi guida con cellulare in mano, c’è una multa di 161 euro, più il taglio di 5 punti-patente. Alla seconda infrazione in 2 anni (recidiva), multa di 161 euro, taglio di 5 punti, sospensione della patente da uno a 3 mesi. L’emendamento prevede la stessa multa alla prima infrazione: 161 euro meno 5 punti. Ma la recidiva (2 infrazioni identiche in 2 anni) è punita con 322 euro, sottrazione di 10 punti, sospensione della patente da 2 a 6 mesi. In breve: in caso di recidiva, raddoppiano sanzione, decurtazione di punteggio e stop alla licenza di guida.


Una norma più chiara


Inoltre, dato che il Codice della Strada è datato 1993, la norma risulta profondamente antiquata: “È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore”. L’emendamento alla Legge di Bilancio 2018 la modernizza, aggiornando il testo: “È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi”. Domani come oggi, alla guida non si potrà tenere il telefonino in mano per parlare, chattare, navigare, consultare mail e quant’altro. La regola viene definita meglio per evitare equivoci e ricorsi al Giudice di Pace o al Prefetto. Forse, sarebbe opportuno eliminare anche le parole “durante la marcia” e introdurre l’espressione “durante la circolazione”. Con l’obiettivo di vietare meglio l’uso illegale dello smartphone anche in coda, fermi al semaforo; stando all’opinione prevalente, non si può tenere il cellulare in mano neppure in quella situazione. È invece consentito utilizzare al volante apparecchi a vivavoce o dotati di auricolare (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani), purché il conducente abbia adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie. Lo stabilisce l’articolo 173 del Codice della Strada.


Piccoli in macchina


Un altro emendamento alla Legge di Bilancio 2018 mira a cambiare l’articolo 172 del Codice della Strada: i sistemi di ritenuta anti-abbandono per bambini dovranno, se la regola diverrà realtà, essere equipaggiati con un dispositivo di allarme rispondente alle specifiche tecnico-costruttive stabilite dal ministero dei Trasporti. Per la precisione, con decreto ministeriale, da adottare entro 120 giorni dall'entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, saranno stabilite le caratteristiche funzionali del dispositivo di allarme anti-abbandono: la nuova disposizione si applicherà decorsi 6 mesi dall’entrata del decreto. L’obiettivo è arginare il fenomeno dei bimbi dimenticati nell’abitacolo da un genitore: solo negli Stati Uniti (che monitora questi eventi), ogni anno 40 bambini muoiono per essere stati lasciati chiusi in macchina ad alte temperature.


Infortuni e car pooling, che cosa può cambiare


Infine, un terzo emendamento alla Legge di Bilancio 2018 mira a cambiare l’articolo 2 del decreto del presidente della Repubblica 1124/1965. Riguarda gli infortuni in itinere in caso di car pooling: i lavoratori che durante il viaggio di andata verso il lavoro o di ritorno verso casa subiscano lesioni mentre utilizzano l’auto di gruppo, ovvero quando c’è la condivisione di vetture private tra due o più persone per ridurre i costi del trasporto. La nuova norma ricorda che questa mobilità condivisa ha effetti positivi su smog e costi del trasporto. Ma a una condizione: il lavoratore che intende attivare un servizio di auto condivisa nel percorso casa-lavoro deve dare preventiva comunicazione per iscritto al datore di lavoro del veicolo utilizzato. In più, deve comunicare: i soggetti che condividono il servizio, l’abilitazione alla guida dei conducenti, il percorso e la relativa fascia oraria almeno 7 giorni prima della data di attivazione del nuovo sistema di trasporto. L’obiettivo è rendere più sicuro il trasporto, riducendo le possibili ricadute negative a carico dei datori di lavoro: risarcimenti agli infortunati durante l’uso del car pooling.