Non hanno superato il vaglio di ammissibilità e scompaiono quindi dalla discussione in Parlamento

Dietrofront: nulla da fare per i 2 emendamenti riguardanti l’utilizzo dello smartphone in auto e l’installazione di un dispositivo di allarme sui seggiolini. Il perché è presto detto: le due proposte sono estranee alla materia trattata nella Legge di Bilancio e quindi “Non può essere una nuvola di segnali in direzioni svariate, anche quando ci sono risorse limitate vanno concentrate sui giovani e sul lavoro”, come specificato dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Togliendo questi e altri 2.000 emendamenti il Parlamento avrà meno su cui discutere e si spera che la Legge possa passare in tempi brevi.


Stessa multa


Tutto quindi rimane com’è: utilizzare lo smartphone mentre si guida sarà sempre fuori legge, ma in caso di recidiva la sanzione pecuniaria non raddoppierà passando da 161 a 322 euro. Non ci saranno nemmeno inasprimenti per quanto riguarda sospensione della patente e decurtazione punti. Nel Codice della Strada rimarrà inoltre il vecchio testo che recita “È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore”, con buona pace di Giudici di Pace e Prefetti che rischieranno ancora di vedersi sommersi da ricorsi da parte di automobilisti indisciplinati.


E i bambini?


Negli anni ci siamo imbattuti in tristi notizie di cronaca con protagonisti bambini dimenticati in auto da genitori assurdamente distratti. Nella Legge di Bilancio 2018 era compreso un emendamento che prevedeva l’obbligo di installazione sui seggiolini di cosiddetti “dispositivi anti abbandono”. La presenza del sistema rimarrà un optional disponibile solo su alcuni modelli. Peccato, anche perché la prima bozza di proposta è datata 2014 e dopo più di 3 anni continua a rimanere una bella idea, senza sbocchi pratici.