Ci sono clausole da conoscere per non incorrere in multe e pagamenti extra. Ve le spieghiamo qui

Car sharing: attenzione alle penalità. Infatti, è vero che l’auto condivisa ha rivoluzionato la mobilità in Italia (c’è chi prevede che il car sharing faccia “estinguere” l'auto privata): dalle smart bianche di car2go, alle Fiat 500 rosse di Enjoy, passando per le elettriche gialle Sharen’go e DriveNow del Gruppo BMW (ci sono anche le MINI), solo per citare alcuni servizi. È anche vero che ci sono vantaggi dal punto di vista della sicurezza stradale e dello smog: si utilizzano vetture moderne, contro un parco auto che in Italia è antiquato. Tuttavia, esiste pure il rovescio della medaglia di questo noleggio “lampo”, della durata di pochi minuti per muoversi in città, come evidenziamo in basso.


Tris da ricordare


#1. Penalità da contratto. Al momento dell’iscrizione a un servizio di car sharing, il cliente deve leggere un contratto, piuttosto lungo e articolato. Una marea di clausole che specificano anche le penalità per chi sgarra, che variano secondo la società di car sharing. In particolare, l’utente deve comunicare subito al gestore dell’auto condivisa eventuali danni da atti vandalici o derivanti da incidenti nonché evidenti tracce di sporco. E deve mettere in atto tutte le precauzioni volte a evitare il furto dell’auto: le portiere e i finestrini della vettura devono sempre essere chiusi alla perfezione. In base al contratto, la sanzione è sui 50 euro. Occhio: la penalità viene addebitata direttamente sulla carta di credito che il cliente ha fornito alla sottoscrizione del contratto: al massimo, se l’utente non è d’accordo, solo dopo l’addebito potrà attivarsi per contestarlo e per cercare di recuperare il denaro.


#2. Fumo e animali: in genere è no. Secondo il contratto, non si può fumare in auto alla guida né permettere ai passeggeri di fumare nell’abitacolo. Sarà compito dell’utente imporre il no al fumo ai trasportati: in caso si arrivi a determinare che qualcuno ha fumato nella vettura, scatta l’addebito su carta di credito del titolare del car sharing, e non certo del passeggero. Analogamente, c’è di solito il divieto di trasportare animali, e neppure un passeggero può salire a bordo con un cane o un gatto. La penalità è fra i 50 e i 100 euro.


#3. Incidente, massima cautela. In caso di incidente causato con responsabilità o subìto senza colpa, il cliente deve seguire la procedura indicata nel contratto: se non lo fa, scattano penalità di centinaia di euro in base al contratto. I guai peggiorano per relativi danni alla vettura quando c’è un sinistro con colpa: tutto dipende dalle eventuali franchigie presenti nel contratto. A meno che il cliente dimostri che il danno è dipeso da cause a lui non imputabili: un'impresa per nulla facile, che richiede tempo e prove.


Meglio il verbale di sinistro


In caso di incidente, prezioso il verbale di sinistro delle Forze dell’ordine (in città, della Polizia Municipale). Si rammenti che il verbale d’incidente dei Vigili è fondamentale per il risarcimento. Di solito, dopo un sinistro con auto in car sharing, cliente può allontanarsi dal luogo dell'incidente soltanto dopo che l’agente di Polizia avrà terminato di stilare il verbale. Oppure, dove ciò non sia possibile, dopo che il servizio clienti sia stato informato. D’intesa con la società di car sharing, dopo che siano state messe in atto le eventuali misure per la conservazione delle prove e/o la limitazione dei danni, allora l’utente potrà allontanarsi. C’è un’altra clausola: il cliente può allontanarsi dal luogo dopo che il veicolo sia stato consegnato a un carro attrezzi o, d'intesa con la compagnia di car sharing, dopo che esso sia stato spostato in un luogo sicuro ovvero rimesso in movimento dal cliente.