Arriva 1 anno prima del SUV e mostra come saranno le sue linee, nonostante un look più fuoristradistico

Un SUV ben equipaggiato con quattro ruote motrici, gli airbag laterali e altri ammennicoli nella fascia dei 30.000 dollari – da Mercedes?”. Iniziava cosi l’articolo sulla AAV del 1 marzo 1996 sul sito internet Wards Auto, in cui il giornalista esprimeva stupito le perplessità che serpeggiavano fra tante persone, visto che la Stella non aveva mai costruito prima del 1996 un modello alto da terra così “economico”, giovanile e diverso dalla Classe G, che dal 1979 era l’unico fuoristrada della Mercedes. Non a caso dalla AAV sarebbe derivata la ML, il primo SUV della casa tedesca (e fra i primi in assoluto), che proprio nel 2017 compie 20 anni e si presenta a questo appuntamento dopo 3 generazioni e circa 2,6 milioni di esemplari costruiti (insieme alle sue derivate).


La carrozzeria non riserva sorprese


La AAV (acronimo di All Activity Vehicle, veicolo per tutte le attività) è stata quindi il primo tentativo della Mercedes nel mondo dei SUV, che alla fine degli anni ’90 erano una vera e propria novità e si sarebbero affermati soltanto dai primi anni ‘00. La casa tedesca aveva le idee charissime a livello di stile e costruì un prototipo molto fedele all’auto di vendita, in maniera da tastare il polso ai suoi clienti e raccogliere feedback indispensabili per la sua strategia, basata sul lancio di nuovi modelli (la “piccola” Classe A è del 1997) e sull’apertura verso nuovi clienti. I fari anteriori, la mascherina e l’arco del tetto posteriore sono pressoché definitivi, come anche il vetro laterale posteriore che “gira” nel lunotto, mentre gli archi passaruota sono più in evidenza e il portellone si apre verso un lato (e non in alto).


Dentro è una vera Mercedes


In generale la Mercedes AAV appare più muscolosa e tonica della ML, complice il taglio molto avvolgente del vetro posteriore e la sagoma laterale raccolta. L’impressione viene messa in risalto da particolari in stile fuoristrada, come la ruota di scorta esterna, le barre al tetto e le gomme “cicciose”, che migliorano la presa a terra delle quattro ruote motrici. La AAV ha però un abitacolo molto ben rifinito e materiali tipicamente Mercedes, forse per non spaventare i clienti più tradizionalisti, che si aspettano la cura per il dettaglio tipica delle berline: ci sono infatti sedili in Alcantara, gli airbag laterali (una novità quasi assoluta per l’epoca) e amplificatori sul portellone, da cui ascoltare musica quando si è all’aperto. La AAV era dotata inoltre di comandi al volante e di un microfono nell’aletta parasole per effettuare chiamate.

Fotogallery: Mercedes AAV, la ML con un anno d'anticipo