Giovanile e grintosa, si guida bene in città e fuori. Buono il cambio manuale ma l’automatico non si può avere

Si sa, non c’è due senza tre. E allora ecco che ad affiancare i SUV di Kia Sorento e Sportage - non ce ne voglia l’elettrificata Niro - arriva la  Stonic. Le dimensioni sono quelle di un B- SUV, le forme anche: lunga 4,14 metri è tra le più piccole della sua categoria e, se anche fa rinunciare a qualcosa in termini di praticità, ha un gran bel carattere e si guida davvero bene.


Pregi e difetti


Grintosa ma equilibrata, il look della Kia Stonic non è fatto per sorprendere ma per piacere, e ci riesce grazie ad un mix riuscito di linee che strizza l’occhio al mondo delle fuoristrada. A cominciare, ovviamente, dalle protezioni in plastica grezza e dalle piastre in color alluminio avanti e dietro. Se poi viene scelta con un colore acceso come il giallo della nostra prova, allora tutto il carattere giovanile della Stonic viene allo scoperto. Lo stesso carattere lo si ritrova anche dentro dove, è vero, le plastiche sono tutte dure, ma molto ben assemblate e comunque non economiche al tatto. La zona posteriore dell’abitacolo, a cominciare dal bagagliaio, non è all’altezza della praticità di alcune concorrenti di pari lunghezza. Una volta in moto, la Stonic si rivela piacevole sia in città, dove si apprezzano ingombri ridotti e una buona manovrabilità, e fuori perché la tenuta di strada è molto buona. Il cambio manuale a sei marce è impeccabile, però chi ama le trasmissioni automatiche deve rassegnarsi: al momento non è disponibile neanche a pagamento.


Quanto costa


I prezzi della Kia Stonic partono da poco più di 16.000 euro con il 1.4 a benzina da 100 CV in allestimento base, che si chiama Urban. Per il 1.0 turbobenzina da 120 CV, che ci sentiamo di consigliarvi se usate l’auto in città, si spendono 1000 euro in più e per il diesel 1.6 ci vogliono circa 18.000 euro. Tre gli allestimenti disponibili, la cui differenza di prezzo varia dai 1.500 ai 2.500 euro.

Kia Stonic, le prime immagini del SUV compatto

Foto di: Andrea Rapelli