Per riparare al reato di Oltraggio a Pubblico Ufficiale scuse pubbliche su YouTube. Ora indaga la Procura

Chissà se il "pizzardone" per eccellenza, il mitico “Vigile Urbano” Otello Celletti, magistralmente interpretato da Alberto Sordi nell’omonimo film l’avrebbe presa nello stesso modo, quello che è sicuro è che nell’odierno Corpo di Polizia locale di Roma Capitale non reagiscono bene alle offese, o meglio, reagiscono a modo loro, rispolverando la vecchia usanza della gogna, ma aggiornandola a un versione 2.0 per mezzo di YouTube. Questa breve storia triste riguarda gli automobilisti magari esasperati da una situazione che vede la velocità media del traffico della capitale fra i gli 8 e 14 km orari e i "vigili" altrettanto esasperati da condizioni di lavoro non sempre ottimali. Una guerra fra "uguali" insomma, se non fosse che alcuni, per citare indegnamente Orwell, sono più uguali di altri visto che portano una divisa. E allora accade che il più classico scambio di mandate a "quel paese" si possa trasformare in un reato penale, nella fattispecie un oltraggio a pubblico ufficiale.


Un reato è sempre un reato


Un reato, certo, e per questo condannabile, poiché insultare qualcuno non è mai bello, ma che, comunque, in altre amministrazioni, tenuto conto anche delle circostanze, mediamente, comporta un’ammenda (in media di 250 euro) accompagnata da una lettera di scuse indirizzata all’istituzione offesa. Ma a Roma le cose vanno diversamente, visto che la Polizia Locale della città eterna per lo sconto della pena impone al "condannato" di formulare pubbliche e mediatiche scuse da diffondere a mezzo YouTube (sono citate anche altre piattaforme) secondo un testo e modalità precisamente indicate. Le stesse scuse 2.0 potranno essere anche diffuse dalla Polizia Locale di Roma Capitale sui loro profili social restando così a imperitura memoria del torto riparato.


Indaga la Procura per estorsione


Viene da sé che nel 2017 una simile pratica appare un po’ anacronistica, malgrado venga attuata con mezzi moderni. Accade cosi che c’è chi non si piega ai "ceppi" capitolini e manda tutto l’incartamento, video compresi, alla procura della Repubblica (Italiana) che ora sta valutando il reato di estorsione da parte della Polizia Locale. Una breve, nemmeno troppo, storia triste che, se non un epilogo, avrà in ogni caso, uno strascico ancora più triste, con buona pace del nostro eroe, Otello Celletti, che a una pernacchia replicava con uno "stilosissimo" brindisi.