Dal 19 dicembre, in occasione dell’installazione di nuovi semafori, i gestori possono installare i contasecondi

Dopo oltre 7 anni l'attesa è finita: come spiega poliziamunicipale.it, dal 19 dicembre scorso possono essere installati sulle strade italiane i semafori con il countdown, purché omologati. Lo stabilisce un decreto del Ministero dei trasporti del 27 aprile, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 giugno. Le norme indicano le “caratteristiche per omologare e installare dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci dei nuovi impianti semaforici”: c’è un conto alla rovescia che indica quanti secondi mancano all’accensione della luce successiva. Ma perché un’attesa di 7 anni? Semplice: in base all’articolo 60, comma 1, della legge di riforma stradale 120 del 29 luglio 2010, il ministro dei trasporti, a seguito della Conferenza Stato-città ed autonomie locali, avrebbe dovuto emanare entro il 12 ottobre 2010 il decreto per definire le caratteristiche per l’omologazione e per l’installazione di dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci dei nuovi impianti semaforici. A fine dicembre 2017 la telenovela è terminata.


Questioni tecniche


Il decreto applicabile dal 19 dicembre scorso detta le condizioni per l’abbinamento delle tabelle contasecondi con le lanterne semaforiche: è consentito soltanto in occasione dell’installazione di nuovi impianti semaforici o della sostituzione congiunta delle lanterne e del regolatore semaforico. Le luci countdown dovranno essere installate in abbinamento con le lanterne semaforiche cui sono associate, in posizione autonoma, poste in alto al di sopra della luce rossa fino all’altezza massima di 4 metri dal piano viario. Le tabelle contasecondi potranno essere installate anche per regolare i sensi unici alternati temporanei istituiti in caso di cantieri stradali. Inoltre, il countdown si arresta a un secondo (si vede il numero “1”): dopodiché, scatta il colore successivo.


Quali risultati?


L’obiettivo del legislatore è migliorare la sicurezza stradale: sempreché i gestori delle strade installino i semafori countdown, gli utenti della strada possono controllare quanti secondi restano all’accensione della luce successiva e regolarsi di conseguenza. In teoria, meno frenate improvvise e “inchiodate, così come meno auto che sfrecciano a tutta velocità per cercare di attraversare l’incrocio prima del rosso. All’atto pratico occorre vedere come reagiranno gli automobilisti indisciplinati: magari, per paradosso, potrebbe diventare ancora più pericolosi basandosi sui secondi mancanti per aumentare la velocità ed evitare il rosso.


Multe per chi sgarra


Ricordiamo che, per chi passa col semaforo rosso, la multa è di 162 euro più il taglio di 6 punti-patente. Arduo vincere un ricorso quanto una telecamera al semaforo immortala l’auto: occorre dimostrare che l’apparecchio non funziona. Per 2 multe di questo tipo in 2 anni (recidiva), c’è la sospensione della patente da uno a 3 mesi. Se si supera di pochi centimetri la linea di arresto al semaforo, la multa è valida: lo ha stabilito la Cassazione (sezione seconda civile, sentenza numero 460 dell’11 gennaio 2017).